“La risposta della Commissione europea alla nostra interrogazione conferma che la revisione della Direttiva sulle pratiche commerciali sleali attesa entro la fine dell’anno, rappresenterà l’occasione per colmare le lacune ancora esistenti nella normativa europea. Ed è proprio in questa revisione che vogliamo introdurre un divieto esplicito delle aste elettroniche a doppio ribasso, valido in tutta l’Ue”. Lo dichiarano gli eurodeputati del Pd Stefano Bonaccini, Camilla Laureti e Dario Nardella, commentando la risposta della Commissione all’interrogazione da loro presentata dopo le notizie relative a un’asta elettronica a doppio ribasso da parte di una centrale d’acquisto europea e riguardante circa 15 mila tonnellate di pomodoro trasformato, prevalentemente italiano. “La Commissione -proseguono gli europarlamentari dem- riconosce che è in corso la preparazione della revisione della Direttiva contro le pratiche commerciali sleali e afferma che il lavoro sarà accompagnato da una valutazione d’impatto finalizzata a eliminare le lacune individuate.
È esattamente su questo terreno che intendiamo portare avanti la nostra iniziativa. Il caso sollevato dimostra che i divieti introdotti da alcuni Stati membri, come l’Italia, pur importanti, non sono sufficienti a fermare pratiche messe in atto da centrali d’acquisto che operano su scala transnazionale. Finché il divieto non sarà armonizzato a livello comunitario, continueranno a esistere spazi di arbitraggio normativo che penalizzano agricoltori, comprimono artificialmente i prezzi e alterano il corretto funzionamento del mercato.”
” Per questo – continuano – il nostro impegno al Parlamento europeo sarà rivolto a rafforzare la proposta legislativa della Commissione, con un divieto europeo chiaro ed esplicito delle aste elettroniche a doppio ribasso, come richiesto anche dalle Organizzazioni interprofessionali del pomodoro da industria del Nord e Centro Sud Italia. L’obiettivo è costruire un quadro normativo realmente uniforme, che garantisca le stesse tutele in tutti gli Stati membri e assicuri condizioni di concorrenza eque lungo tutta la filiera agroalimentare. Difendere il reddito degli agricoltori, il giusto valore delle produzioni, la qualità del cibo e i diritti dei lavoratori significa impedire che la competizione si giochi sul prezzo in modo scorretto. È una battaglia che continueremo a portare avanti con determinazione.”