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Giorgio Gori interviene nella seduta plenaria del Parlamento Europeo del 7 luglio 2026 sulla guerra in Ucraina. Sostiene che la Russia non stia vincendo il conflitto: ciò che doveva essere una dimostrazione di potenza si è trasformato in una carneficina che erode il prestigio su cui si regge il potere di Putin, smentendo chi dava l'Ucraina per spacciata. Avverte però che l'incapacità russa di ottenere una vittoria sul campo spinge Mosca a intensificare bombardamenti sulle città ucraine e azioni ibride contro Unione Europea e NATO. Indica nella tenuta dell'alleanza, nel sostegno strutturale all'Ucraina e nel consolidamento di un pilastro europeo della difesa la vera posta in gioco del vertice di Ankara.
Giorgio Gori: la Russia non vince e l'Europa non deve mollare l'Ucraina
Brando Benifei interviene nella seduta plenaria del Parlamento Europeo del 7 luglio 2026 sull'accordo commerciale tra Unione Europea e Messico. Sottolinea come, mentre gli Stati Uniti mettono in discussione l'accordo con Canada e Messico, l'Europa scelga invece di rafforzare le proprie alleanze e diversificare i mercati insieme a Canada, Mercosur, Australia e altri partner, riducendo la dipendenza da attori terzi. Definisce l'intesa una scelta geopolitica per costruire uno spazio di medie potenze basato su commercio aperto e regole condivise. Evidenzia i benefici concreti per i territori italiani, in particolare per le imprese con indicazioni geografiche protette come formaggi e vini, che potranno raggiungere più facilmente i consumatori messicani.
Brando Benifei sull'accordo Ue-Messico per l'autonomia strategica europea
Brando Benifei interviene nella seduta plenaria del Parlamento Europeo del 7 luglio 2026 sulla dipendenza tecnologica europea. Denuncia che a giugno Donald Trump ha chiuso con una firma l'accesso al modello di intelligenza artificiale più potente al mondo anche all'agenzia europea per la cybersicurezza, dimostrando che oggi sono altri a decidere se l'Europa possa usare l'IA. Giudica positivo il piano sulla cybersecurity ma insufficiente senza fondi e scadenze vincolanti, chiedendo più risorse per l'Ufficio europeo dell'intelligenza artificiale e una legge ambiziosa su cloud e IA per costruire capacità pubblica europea. Mette in guardia contro l'idea di comprare l'accesso ai modelli americani allentando l'applicazione delle leggi europee.
Brando Benifei sul Kill Switch Usa e la dipendenza digitale dell'Europa
Giorgio Gori interviene nella seduta plenaria del Parlamento Europeo del 7 luglio 2026 sulla guerra in Ucraina. Sostiene che la Russia non stia vincendo il conflitto: ciò che doveva essere una dimostrazione di potenza si è trasformato in una carneficina che erode il prestigio su cui si regge il potere di Putin, smentendo chi dava l'Ucraina per spacciata. Avverte però che l'incapacità russa di ottenere una vittoria sul campo spinge Mosca a intensificare bombardamenti sulle città ucraine e azioni ibride contro Unione Europea e NATO. Indica nella tenuta dell'alleanza, nel sostegno strutturale all'Ucraina e nel consolidamento di un pilastro europeo della difesa la vera posta in gioco del vertice di Ankara.
Giorgio Gori: la Russia non vince e l'Europa non deve mollare l'Ucraina
Cecilia Strada interviene nella seduta plenaria del Parlamento Europeo del 7 luglio 2026 sulle violenze commesse a Cipro nel 1974. Ricorda che l'invasione turca trasformò l'isola in un teatro di massacri, con stupri di gruppo sistematici commessi dalle forze turche contro donne e bambine greco-cipriote dai 12 ai 70 anni, e violenze commesse dalle forze paramilitari fasciste dell'EOKB contro la popolazione turco-cipriota, senza che i responsabili siano mai stati puniti. Inquadra il 1974 nel più ampio uso dello stupro come arma di guerra, richiamando le vittime odierne in Ucraina, Sudan e Palestina. Chiede giustizia per i carnefici, assistenza alle vittime e accesso gratuito ai servizi di salute riproduttiva per le donne rifugiate, oltre al perseguimento dei crimini di guerra da parte della Corte Penale Internazionale.
Cecilia Strada su Cipro 1974 e lo stupro come arma di guerra
Marco Tarquinio interviene nella seduta plenaria del Parlamento Europeo del 7 luglio 2026 sull'accordo globale rinnovato con il Messico. Descrive un tempo di sfide verticali in cui attori globali puntano alla supremazia imponendo dazi, alzando muri e muovendo guerra, contrapponendo a questo scenario la via europea del negoziato e delle regole condivise. Definisce l'accordo con il Messico un passo nella giusta direzione, che rafforza il dialogo politico con un partner strategico dell'America Latina, apre opportunità per le imprese, in particolare PMI e settore agroalimentare, e prevede impegni vincolanti su diritti umani, diritti dei lavoratori e clima. Chiede che l'attuazione avvenga in dialogo aperto con la società civile.
Marco Tarquinio sull'accordo con il Messico come modello di partenariato
Nicola Zingaretti interviene nella seduta plenaria del Parlamento Europeo del 7 luglio 2026 sulla proposta della Commissione per la sovranità tecnologica europea. Definisce il testo un passaggio importante ma non risolutivo, chiarendo che autonomia non significa autarchia bensì protagonismo, perché l'Unione non può continuare a dipendere da processi opachi e decisioni unilaterali di Paesi terzi. Cita le recenti restrizioni sull'accesso a modelli di intelligenza artificiale di frontiera come prova che la vulnerabilità tecnologica è oggi anzitutto una questione di sicurezza. Chiede investimenti pubblici e privati adeguati per colmare il divario con Stati Uniti e Cina, criticando come timido e in parte contraddittorio il bilancio pluriennale europeo deciso dai Governi.
Nicola Zingaretti sulla sovranità tecnologica europea nell'IA
Lucia Annunziata interviene nella seduta plenaria del Parlamento Europeo dell'8 luglio 2026 sull'annuncio di Hamas di sciogliere il proprio governo e cedere l'amministrazione all'Autorità Palestinese. Definisce l'annuncio l'inizio di un grande cambiamento, ma segnala che in Medio Oriente prevalgono dubbi e timori rispetto alla soddisfazione, temendo che si tratti solo di una separazione formale tra amministrazione e ala militare, dato il silenzio sul futuro di quest'ultima. Giudica l'Autorità Palestinese un'istituzione lenta e inefficace, e osserva che nuovi protagonisti e nuove potenze si stanno inserendo rapidamente nel processo. Invita l'Europa ad agire in fretta con un'iniziativa diplomatica indipendente, forte dei contatti, delle persone e delle risorse a sua disposizione.
Lucia Annunziata: l'Europa agisca subito dopo la svolta di Hamas
Brando Benifei interviene nella seduta plenaria del Parlamento Europeo dell'8 luglio 2026 sulla situazione a Gaza. Richiama le parole del patriarca di Gerusalemme Pizzaballa sulla mancanza di acqua, cibo e medicinali, mentre Hamas apre al trasferimento dell'amministrazione civile ma non al disarmo, e si discute di un contingente marocchino nel vuoto lasciato dall'Europa. Chiede che la ricostruzione di Gaza avvenga sotto l'egida delle Nazioni Unite e delle sue agenzie, come l'UNRWA. Si rivolge al Governo italiano e a Giorgia Meloni chiedendo di togliere il veto sulla sospensione dell'accordo di associazione Ue-Israele e di riconoscere lo Stato di Palestina, oltre a sospendere la parte commerciale degli accordi, come già richiesto dal Parlamento.
Brando Benifei: l'Europa rompa il silenzio sul genocidio a Gaza
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