“La partita vera per la prossima Pac si giocherà su capping e degressività: non sono questioni tecniche, ma riguardano come si distribuisce il denaro pubblico e quale modello agricolo vogliamo costruire. Non possiamo abbandonare le piccole aziende agricole mentre chiediamo loro sforzi immani per fronteggiare l’aumento dei costi, gli adempimenti burocratici e gli standard ambientali. Oggi l’80% dei pagamenti diretti va al 20% delle aziende: è uno squilibrio che va corretto”. Lo afferma in una nota l’eurodeputato del Pd Dario Nardella, intervenendo in commissione Agricoltura all’Eurocamera. “I circa 3500 emendamenti depositati danno la misura del lavoro che ci attende.
La condizionalità sociale rimane una priorità politica del gruppo dei Socialisti. Il rispetto degli standard di lavoro deve diventare una condizione di ammissibilità effettiva, con sanzioni progressive e l’esclusione totale dai pagamenti per chi è stato condannato per gravi violazioni dei diritti dei lavoratori”, evidenzia l’esponente dem. “Il risultato finale sarà però fortemente condizionato dall’entità del prossimo Quadro finanziario pluriennale, dove l’ambizione è già sotto pressione: molti Stati membri spingono per un taglio del bilancio complessivo, e questo restringe inevitabilmente lo spazio del compromesso”, avverte Nardella. “Dobbiamo iniziare a discutere di un regolamento di transizione. I buoni propositi non bastano: le posizioni di molti Stati membri e il fitto calendario elettorale del 2027 rendono molto difficile un accordo entro la fine del prossimo anno”, conclude l’eurodeputato del Pd.