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Stefania Proietti: l’Umbria premiata dall’Europa, più risorse per attuare gli obiettivi ambientali

L’Umbria si aggiudica il premio European Entrepreneurial Region 2027, assegnato dal Comitato europeo delle Regioni ai territori che si distinguono per strategie innovative a sostegno delle piccole e medie imprese, delle start-up e dello sviluppo economico. Un riconoscimento che premia il lavoro della Regione guidata da Stefania Proietti, presidente dell’Umbria e membro del gruppo PES al Comitato europeo delle Regioni, per un modello di crescita che mette al centro innovazione industriale, digitalizzazione, sostenibilità e opportunità per i giovani.

Il premio, annunciato durante la Settimana europea delle Regioni e delle Città 2026, ha come tema “Rafforzare i motori locali della crescita per la competitività dell’UE”. L’Umbria è una delle due realtà a guida progressista premiate, insieme alla città di Duisburg in Germania, a conferma del contributo dei territori progressisti a un modello di sviluppo capace di coniugare competitività, innovazione e coesione.

Accanto a questo risultato, Proietti è stata relatrice di un parere adottato il 14 ottobre dal Comitato europeo delle Regioni, dedicato al rafforzamento dell’attuazione della legislazione ambientale europea. Il documento richiama l’attenzione sul divario tra gli obiettivi dell’UE e la loro effettiva realizzazione, sottolineando la necessità di garantire a Comuni e Regioni risorse umane e finanziarie adeguate, assistenza tecnica e strumenti amministrativi efficaci. Secondo la Commissione europea, i costi annuali della mancata attuazione delle norme ambientali ammontano a circa 180 miliardi di euro. Investire nella loro applicazione significa quindi non soltanto tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini, ma anche prevenire costi economici e sociali più elevati in futuro.

«La politica ambientale europea funziona solo se può essere attuata in ogni città e regione, in modo equo e giusto. La transizione non può gravare soltanto sulle spalle delle persone più fragili: servono regole stabili, finanziamenti adeguati e competenze tecniche», ha sottolineato Proietti. La relatrice ha inoltre evidenziato che la semplificazione deve facilitare l’attuazione delle norme, soprattutto per gli enti locali più piccoli e per i gruppi vulnerabili, senza indebolire la tutela ambientale ed gli standard sociali. Il parere chiede anche che le politiche europee tengano maggiormente conto degli impatti sociali e territoriali, con particolare attenzione alle persone più esposte alla povertà energetica, idrica e dei trasporti.

Il messaggio è chiaro: un’Europa più competitiva e sostenibile si costruisce a partire dai territori, riconoscendone il ruolo strategico e mettendoli nelle condizioni di realizzare concretamente le priorità europee.

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