Brando Benifei
Brando Benifei
Commercio
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UE-Canada: il coraggio di nuove alleanze parta dalla riforma dell’Unione

In un mondo segnato dall’aggressione russa all’Ucraina, dall’assertività cinese e dall’imprevedibilità dell’amministrazione americana, l’Europa deve rafforzare la propria autonomia strategica e approfondire le sue alleanze. Come Partito Democratico e Gruppo dei Socialisti e Democratici accogliamo con favore la proposta della Commissione europea di rafforzare la partnership con il Canada, Paese con cui condividiamo valori democratici, e raccogliamo l’importante appello lanciato dal Primo ministro Mark Carney al Parlamento europeo lo scorso 17 settembre.

Le relazioni economiche sono già solide: dall’applicazione provvisoria del CETA nel 2017, gli scambi commerciali sono cresciuti del 76%, con benefici annui stimati in 3,2 miliardi di euro per l’UE e 1,3 miliardi per il Canada. Rafforzare questa alleanza significa creare opportunità per imprese e lavoratori, diversificare le fonti energetiche, garantire l’accesso alle materie prime critiche e cooperare su tecnologie strategiche, infrastrutture digitali, sicurezza e difesa.

Ecco che riconoscere il Canada come primo “membro associato” dell’UE può aprire la strada a nuove forme di integrazione con partner strategici. Non possiamo però firmare assegni in bianco: servono regole precise su diritti, obblighi e processi decisionali, garantendo il pieno coinvolgimento del Parlamento europeo.

Inoltre, serve porsi una domanda strategica fondamentale: come possiamo chiedere ai nostri partner di costruire un futuro comune se continuiamo a rinviare le riforme della nostra stessa Unione? Se vogliamo un’Europa che agisca come potenza geopolitica, dobbiamo dotarla degli strumenti necessari. Da decenni il dibattito tra allargamento e approfondimento resta bloccato. Le conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa e le proposte del Parlamento per la revisione dei Trattati sono rimaste senza seguito: serve un coraggioso cambio di passo. L’articolo 49 TUE disciplina l’adesione degli Stati europei, ma non contempla uno status di membro associato per Paesi terzi. Per istituirlo, occorre valutare una revisione di questa disposizione, accompagnata da un protocollo che ne definisca a 360’ caratteristiche e garanzie democratiche, distinguendolo dalla piena adesione.

Il vertice UE-Canada del 29 e 30 ottobre può segnare l’avvio di una partnership concreta nei settori strategici, accompagnata da un percorso istituzionale chiaro e trasparente. Ma se vogliamo più integrazione con Ottawa, dobbiamo avere il coraggio di realizzare più integrazione anche a Bruxelles.