Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti
Esteri
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Lula, la forza della democrazia e delle persone, la vittoria del multilateralismo

Una valanga di voti, oltre 64 milioni, il 51,79% contro il 48,21% di Flávio Bolsonaro: la vittoria di Lula nel più grande paese sudamericano, per territorio e popolazione, è una straordinaria notizia per il mondo. Più di 126 milioni di brasiliani hanno partecipato al ballottaggio. Una prova della forza della democrazia, capace di smentire chi presenta l’avanzata delle destre nazionaliste come un destino inevitabile. Lula ha trasformato uno svantaggio di oltre due milioni di voti al primo turno in un vantaggio di circa 4,4 milioni. Questa rimonta ha il volto delle persone: giovani, donne, lavoratori che hanno riempito le piazze, parlato con i vicini, convinto chi aveva rinunciato a votare. Circa tre milioni di elettori in più sono tornati alle urne. La speranza è diventata partecipazione, la partecipazione ha cambiato il risultato.

È una lezione che riguarda anche noi. La politica ritrova forza quando incontra le persone, ascolta le loro difficoltà, costruisce fiducia attraverso il contatto diretto. Nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Anche la mobilitazione digitale, a partire da WhatsApp, ha contribuito alla rimonta, nonostante la sospensione dei profili. La sua efficacia è cresciuta insieme all’impegno di persone reali, capaci di organizzarsi e coinvolgerne altre. È così che si combatte la rassegnazione. Questa energia nasce da una proposta concreta: lavoro dignitoso, lotta alla fame, sanità e istruzione accessibili, riduzione delle diseguaglianze. La democrazia si rafforza quando migliora la vita quotidiana e restituisce a ciascuno la possibilità di costruire il proprio futuro.

Il risultato brasiliano frena anche le ambizioni egemoniche della politica arrogante di Trump ed è una brutta notizia per l’internazionale populista. Come diceva Abraham Lincoln, “potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”. Vince il diritto dei popoli a scegliere liberamente e riprende forza il multilateralismo: cooperazione tra nazioni, regole condivise, responsabilità comuni. In questa prospettiva l’accordo tra Unione europea e Mercosur assume un’importanza strategica. La sua componente commerciale, applicata provvisoriamente dal primo maggio, può avvicinare i nostri continenti e rafforzarne l’autonomia. Dobbiamo farne uno strumento di sviluppo sostenibile, tutelando il lavoro, gli agricoltori e l’ambiente. Il rapporto con il Brasile è decisivo anche nella battaglia contro il cambiamento climatico: proteggere l’Amazzonia, fermare la deforestazione e attuare l’Accordo di Parigi sono interessi comuni.

Lula dovrà affrontare un paese diviso e un Congresso ostile. La mobilitazione deve continuare. Ma il messaggio è già arrivato: nessun potere è invincibile quando le persone tornano protagoniste. L’Europa raccolga questa fiducia e la trasformi in iniziativa politica.

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