Giorgetti ha annunciato che il governo tratta con Bruxelles per usare parte delle risorse destinate alla sicurezza energetica per ridurre le bollette. Un’intenzione comprensibile, ma scegliere uno sconto immediato invece di investimenti duraturi sarebbe un errore, anche a pochi mesi dalle elezioni. L’Italia ha chiesto più deficit per rafforzare la sicurezza energetica, sulla scia della flessibilità per le spese militari. È un passo importante. Ma se facciamo debito per abbassare le bollette di qualche mese, tra un anno avremo gli stessi problemi e miliardi di debito in più.
Come ricorda la Banca d’Italia, le risorse per l’energia dovrebbero privilegiare gli investimenti rispetto alla spesa corrente. Servono reti efficienti, accumuli, nuova produzione, interconnessioni e minore dipendenza dalle importazioni: investimenti capaci di ridurre strutturalmente i costi e produrre benefici anche quando il debito andrà ripagato. Non significa ignorare famiglie e imprese. Per aiutarle utilizziamo gli strumenti disponibili: i miliardi delle aste Ets, da reinvestire nella decarbonizzazione e nella transizione energetica, e il Fondo sociale europeo per il clima, che destina all’Italia circa sette miliardi. Il Piano, presentato con oltre un anno di ritardo e ora all’esame di Bruxelles, prevede contributi sulle bollette delle famiglie vulnerabili. Prima di finanziare sconti a debito, acceleriamo l’impiego di queste risorse.
La distinzione è chiara: entrate disponibili per l’emergenza, debito per risolvere i problemi alla radice. Abbiamo sostenuto la richiesta di flessibilità, auspicando debito comune come NextGenerationEU. Non sprechiamo l’occasione rinviando gli investimenti. Altrimenti chiederemo ai figli di pagare le nostre bollette senza lasciare loro un sistema energetico migliore.