Alessandro Zan
Alessandro Zan
Economia
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In Europa il governo Meloni ha calato la maschera sugli extraprofitti

In Europa il tema degli extraprofitti delle grandi società energetiche è tornato con forza al centro del dibattito. Mentre milioni di famiglie faticano a pagare le bollette e a fare il pieno di benzina, i colossi dell’energia continuano ad accumulare miliardi di extraprofitti immorali. Questa non è crescita: è una vera e propria ingiustizia sociale che riguarda tutta l’Unione. È una questione di equità, perché non è accettabile che a pagare il prezzo dell’aumento dei costi siano sempre le cittadine e i cittadini, mentre chi ha beneficiato di profitti straordinari continui a essere lasciato indisturbato.
E proprio mentre l’Europa discute come intervenire, il governo italiano ha calato la maschera.

Il 6 ottobre, al Parlamento europeo, un emendamento dei Socialisti e Democratici per tassare gli extraprofitti delle grandi società del petrolio e del gas è stato bocciato anche con i voti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Un voto che stride con le dichiarazioni della stessa maggioranza: la Lega si è sempre detta favorevole a una tassa sugli extraprofitti e, appena pochi giorni fa, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sosteneva la necessità di introdurla.
Questa è la vera contraddizione della destra: a parole dice di voler difendere famiglie e imprese dal caro energia, nei fatti vota contro chi chiede di recuperare risorse da chi ha accumulato profitti straordinari. Sono forti con i deboli e debolissimi con i poteri forti.

La Commissione europea, peraltro, ha detto con estrema chiarezza che gli Stati membri possono già intervenire. Il governo Meloni, quindi, non ha più scuse: può tassare gli extraprofitti subito e usare quelle risorse per aiutare cittadine e cittadini. Non domani. Subito. E che la questione sia ormai al centro dell’agenda europea lo dimostra anche la posizione della Presidenza del Consiglio dell’Ue. Il 7 ottobre il ministro irlandese Thomas Byrne ha detto in plenaria che, di fronte all’aumento dei prezzi dei combustibili fossili e del costo della vita, «tassare gli extraprofitti è una misura necessaria» per compensare le perdite delle famiglie.

L’Europa si muove e chiede risposte. L’Italia, invece, continua a lasciare intatto il tesoretto delle multinazionali dell’energia. Il governo Meloni non deve aspettare nuove decisioni europee: gli strumenti ci sono e ciò che manca è una scelta politica.
Noi continueremo a chiedere che ogni euro recuperato dagli extraprofitti venga investito per sostenere famiglie e imprese. Questa è la strada per affrontare davvero il caro energia. Basta propaganda. Basta rinvii.

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