Irene Tinagli
Irene Tinagli
Economia
|

Casa: le proteste in Spagna dimostrano la necessità dell’Affordable Housing Act

Quando noi Socialisti e Democratici abbiamo chiesto che l’Unione europea si occupasse della crisi abitativa, in molti hanno risposto che la casa non è una questione europea. Oggi però siamo di fronte a milioni di cittadini che chiedono risposte concrete. È il messaggio che ho portato in plenaria a Strasburgo discutendo dell’Affordable Housing Act attaccato dalle destre.

L’Unione non deve sostituirsi agli Stati membri, né decidere al posto di città e regioni. Può offrire strumenti a chi affronta il problema ogni giorno: sindaci e amministratori locali. L’Affordable Housing Act rispetta la sussidiarietà e l’autonomia dei territori, senza imporre soluzioni uguali per tutti. A guidarlo deve essere un principio essenziale: l’accesso alla casa, come alla sanità e all’istruzione, è un bene comune. Senza un’abitazione accessibile non reggono la coesione sociale e la vita delle città.
La crisi non riguarda soltanto le grandi capitali: colpisce anche i centri turistici e universitari. La turistificazione e gli investimenti immobiliari possono espellere i residenti, svuotare quartieri e mettere a rischio i servizi essenziali. Se chi lavora in una città non può più viverci, a risentirne è tutta la comunità.

Il peso è particolarmente duro per i giovani. Molti restano con i genitori o condividono un appartamento perché gli affitti sono troppo alti. Comprare casa è fuori portata già dalla caparra. Anche chi riesce a pagare affitto o mutuo spesso deve rinunciare ad altre spese necessarie. È un divario generazionale che rischia di diventare una frattura sociale.

La Spagna mostra quanto la casa sia una priorità politica nazionale. La bocciatura dei decreti del governo Sánchez, pensati per frenare i fondi speculativi e aiutare chi è in difficoltà, conferma che il tema è ormai terreno di scontro. Anche in Italia, nonostante molti siano proprietari, i mercati delle città più esposte cambiano rapidamente. Non basta ristrutturare alcune case popolari: occorre aumentare l’offerta di edilizia sociale e pubblica, investire nella manutenzione, fermare le dismissioni e contrastare la speculazione. Il privato può contribuire attraverso cooperative, fondazioni e soggetti radicati nei territori.

Non esiste una misura unica per una crisi così complessa. Servono politiche abitative, strumenti finanziari e regole che sostengano chi vive e lavora nei territori. L’Europa può aiutare le amministrazioni e la politica nazionale deve fare la sua parte. La casa è la condizione per una vita dignitosa e per città vive, inclusive e accessibili.

Ultime news