Nicola Zingaretti
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Esteri
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Ue-Canada, il primo mattone di un nuovo ordine mondiale

Segnatevi questa data: 16 settembre 2026, perché la decisione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di annunciare il Canada come membro associato dell’Ue è straordinaria. Ma non si tratta solo dei nostri rapporti commerciali e politici con un Paese extraeuropeo: è un punto di svolta, il segnale di un’inversione di tendenza e il primo mattone di un nuovo ordine mondiale, dopo anni di decostruzione geopolitica imposta dal dittatore russo Putin, dall’alleanza “senza limiti” con il dittatore cinese Xi Jinping e dall’aspirante autocrate Trump.

L’alleanza Ue-Canada “può diventare un faro per le altre democrazie”, ha detto il premier canadese Mark Carney davanti all’Assemblea di Strasburgo. È questa la vera posta in gioco. Senza nulla togliere al merito di von der Leyen di aver colto la palla al balzo, è a lui che va riconosciuto il coraggio e la lucidità di rispondere con i fatti alla prepotenza del presidente americano.

Da fuori, dell’Europa si vedono chiaramente le cose che qui da noi troppi euroscettici appassionati di declinismo non riescono a vedere: “l’Europa porta potere di mercato, profondità di ricerca, manifattura avanzata, capacità di fissare standard che il mondo spesso adotta”, ha detto Carney. Soprattutto, ha aggiunto, “crediamo che un’economia forte non sia un fine in sé, ma il mezzo per una società giusta”. Una dichiarazione che ha il tono di un ravvedimento per un ex dipendente di Goldman Sachs. E’ il punto che mancava all’accordo commerciale Ue-Canada.

Oggi abbiamo l’occasione di aggiungere quella parte mancante, ma dobbiamo esserci, farci sentire e giocarci fino in fondo la partita su ogni dossier. Lo status di “membro associato” inventato da von der Leyen è ancora tutto da scrivere e dobbiamo lottare affinché questa volta si parta dai valori democratici e dalla giustizia sociale, altrimenti rischiamo che, invece di un faro per le altre democrazie, ci ritroviamo con un Ceta con gli steroidi.
Il 16 settembre a Strasburgo è arrivato un meteorite come quello caduto in Messico 66 milioni di anni fa. Le reazioni rabbiose di Trump e di Procaccini non sono altro che l’ultimo ruggito dei dinosauri sovranisti destinati all’estinzione.

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