“Sicuramente ci sarà una parte del discorso della presidente von der Leyen di domani dedicata” all’uso dei giovani dei social. “Addirittura le voci parlano di una legge europea sui bambini, una norma vincolante. Il rischio è quello di avere 27 situazioni diverse. E allora ci vuole la forza e la capacità di ritrovare l’Europa. Aspettiamo di conoscere le linee guida di questa proposta, che è una risposta europea a quello che sta succedendo sulle piattaforme”. Lo ha affermato l’eurodeputato del Pd Sandro Ruotolo nella conferenza stampa su ‘L’impatto dei social media sui giovani’ al Parlamento europeo a Strasburgo.
“I ragazzi tra gli 11 e i 14 anni possono spendere fino a 9 ore al giorno davanti a uno schermo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, 7 su 10 mostra un uso problematico dei social media con sintomi assimilabili alla dipendenza. E quindi c’è un dato sull’intelligenza artificiale che dà la misura della velocità del cambiamento. Le segnalazioni di materiale di abuso sessuale sui minori generato con l’intelligenza artificiale sono passate da circa 5.000 nel 2023 a 1.300.000 nel 2016. Parliamo di salute, sonno, concentrazione, relazioni, e anche di salute fisica”, illustra. “La miopia è in fortissima crescita e potrebbe riguardare metà della popolazione mondiale entro il 2050. Tra i giovani europei quella quota potrebbe essere raggiunta già nel 2035. Il mondo digitale offre opportunità straordinarie.
Il problema è come come una parte di questo mondo è stata progettata – rimarca -. Lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica dei video, le notifiche continue, i sistemi che selezionano per noi contenuti non sono elementi casuali”, illustra. “Gli algoritmi osservano quello che guardiamo, dove ci fermiamo, cosa clicchiamo, cosa condividiamo. Imparano rapidamente cosa cattura la nostra attenzione. Il rapporto degli esperti incaricati dalla presidente von der Leyen ci dice che il 97% dei siti e delle applicazioni più popolari nell’Unione Europea utilizza almeno un meccanismo di progettazione capace di condizionare le scelte dell’utente”. “Credo che sia una questione per la quale von der Leyen si dovrà impegnare, perché – spero – ci creda”, ha evidenziato.
