“Poco più di una settimana fa, vicino Firenze, Lorena Isceri, 45 anni, è stata rapita e gettata da un viadotto dal suo ex, che aveva premeditato tutto nei minimi dettagli. In Italia l’86% degli omicidi di donne è commesso da un partner o da un familiare, una delle quote più alte in Europa. Solo nel primo semestre del 2026 sono già 34 le vittime in ambito familiare o affettivo”. Con queste parole l’eurodeputato del Partito Democratico Dario Nardella è intervenuto in apertura della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, dedicando il suo intervento alla lotta contro il femminicidio e alla violenza di genere.
Nardella ha sottolineato la necessità di rafforzare la raccolta dei dati a livello europeo. Appena 19 Stati membri trasmettono dati coerenti a Eurostat. “La direttiva 2024/1385 va recepita entro giugno 2027. Questo Parlamento deve vigilare sulla Commissione e sugli Stati membri, perché gli impegni assunti non rimangano sulla carta”, ha affermato. “Mentre ad aprile abbiamo approvato a larghissima maggioranza una risoluzione storica sulla violenza di genere, c’è chi vuole tornare indietro”, ha denunciato Nardella, citando “esponenti e partiti come Vannacci e Futuro Nazionale” che, ha ricordato, “propongono addirittura di abolire il reato di femminicidio, evocando il delitto d’onore abrogato nel 1981”.
“Questo è solo uno dei motivi per cui dobbiamo intensificare il nostro impegno contro la violenza di genere. Lo dobbiamo alle centinaia di donne uccise in questi anni senza che nessuno potesse salvarle. Lo dobbiamo alle migliaia di donne europee che ogni giorno vivono nella paura e nell’angoscia e si aspettano dalla politica e dalle istituzioni risposte e protezione. Perché ogni donna che muore in ogni angolo di questa Europa è anche nostra responsabilità”.
