“L’accordo lampo tra Consiglio e Parlamento europeo sul nuovo regolamento rimpatri, trainato dalla maggioranza tra popolari ed estreme destre, è un fallimento normativo che non solo calpesta i diritti fondamentali, ma minerà l’efficienza stessa del sistema, generando un inevitabile caos e un blocco dei tribunali in tutta Europa”. Così in una nota il capodelegazione del Pd all’Eurocamera Nicola Zingaretti e l’eurodeputata dem Cecilia Strada.
“Il testo approvato fallisce nel suo obiettivo primario di creare una procedura di rimpatrio uniforme a livello Ue. Quasi tutte le fasi cruciali restano delegate alle legislazioni nazionali. Inoltre, l’entrata in vigore asimmetrica della norma sfiora il paradosso. Solo 13 articoli entreranno subito in vigore, mentre gli altri slitteranno di un anno perché gli Stati membri non sono pronti. La conseguenza è che per mesi la vecchia direttiva Rimpatri e una manciata di nuovi articoli del regolamento coesisteranno in un limbo giuridico, portando a un caos amministrativo senza precedenti”, sottolineano gli esponenti del Pd. “Il documento introduce anche misure di una gravità inaudita che evocano le peggiori pratiche della polizia migratoria statunitense (Ice): le autorità nazionali potranno perquisire abitazioni di persone irregolari senza alcuna autorizzazione giudiziaria, scardinando lo Stato di diritto”, aggiungono Strada e Zingaretti, per poi concludere: “volevano rapidità, efficienza e sicurezza” ma “otterranno paralisi dei tribunali, burocrazia inefficiente e una sistematica violazione dei diritti umani”.