Camilla Laureti
Camilla Laureti
Agricoltura e Pesca
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Il biologico per il futuro agroalimentare europeo

L’agricoltura biologica in Europa è ormai percepita come un vero e proprio pilastro strategico per il futuro dell’agroalimentare. Oggi il biologico interessa infatti oltre 17 milioni di ettari, pari all’11% della superficie agricola utilizzabile, e le vendite al dettaglio di prodotti bio nell’UE raggiungono i 45 miliardi di euro, segno della crescente fiducia dei cittadini e del riconoscimento del marchio europeo come simbolo di qualità e sostenibilità. In questo quadro generale, un ulteriore aspetto deve essere valorizzato: il bio può essere leva anche per il ricambio generazionale. Il 20% delle aziende biologiche è guidato infatti da giovani, quasi il doppio della media complessiva del comparto agricolo, favorendo innovazione, sostenibilità e nuove idee per lo sviluppo del settore.

L’Ue ha fissato un obiettivo ambizioso ma necessario: portare al 25% la superficie coltivata a biologico entro il 2030. Raggiungerlo richiede politiche coerenti, investimenti adeguati e norme chiare che sostengano gli agricoltori, tutelino i consumatori e favoriscano la competitività delle aziende. L’Italia gioca un ruolo di primo piano: circa il 30% delle aziende bio dell’UE si trova nel nostro Paese, con 2,5 milioni di ettari coltivati, pari a circa il 20% della superficie agricola utilizzabile. Un risultato importante che deve essere difeso e rafforzato, soprattutto alla luce delle nuove sfide legislative europee. È infatti fondamentale adeguare la normativa alle sentenze della Corte di Giustizia europea entro il 31 dicembre 2026, per evitare il rischio di blocchi commerciali con Paesi terzi, tra cui gli Stati Uniti, principale mercato di sbocco per i prodotti comunitari.

Per me è motivo di grande responsabilità essere relatrice dell’attività legislativa per la modifica del regolamento su questo asset strategico. Il Parlamento europeo lavorerà a stretto contatto con tutti i protagonisti del settore, che ascolteremo in Commissione Agricoltura, raccogliendo opinioni e suggerimenti per presentare emendamenti mirati. Al centro di questo nostro lavoro ci sono e ci saranno sempre le persone: chi produce e chi acquista. Per questo sarà fondamentale rafforzare strumenti come l’etichettatura e la trasparenza lungo tutta la filiera, affinché il biologico continui a rappresentare una garanzia di qualità e sostenibilità. Un cibo sano e giusto, che valorizzi il lavoro di chi lo produce e tuteli il diritto dei cittadini a scegliere consapevolmente ciò che portano in tavola, a tutela dell’ambiente e della nostra salute. Ma per sostenere davvero lo sviluppo dell’agricoltura biologica servono anche risorse adeguate. E perciò lavoreremo affinché nella nuova Politica Agricola Comune siano stanziati i finanziamenti di cui il bio ha bisogno per crescere e rafforzarsi, contribuendo così a sviluppare l’agricoltura del futuro.

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