Giuseppe Lupo
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Ambiente
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L’Unione europea protegga i territori colpiti dall’uragano Harry

L’Unione europea deve essere al fianco delle comunità colpite dagli eventi climatici estremi, sia nell’emergenza sia nella ricostruzione e, soprattutto, nella prevenzione. Per questo, nella sessione plenaria di febbraio del Parlamento europeo a Strasburgo, abbiamo chiesto un dibattito sull’uragano Harry, che ha colpito duramente Sicilia, Sardegna e Calabria, insieme a Grecia, Portogallo e Malta, causando gravi danni alle infrastrutture, alle attività produttive e ai servizi essenziali. Molti chilometri di costa sono stati devastati.

Le immagini che arrivano da Niscemi lasciano senza parole e raccontano, ancora una volta, la fragilità dei nostri territori e il prezzo altissimo che pagano le comunità locali di fronte all’emergenza climatica. La frana avanza, mettendo a rischio abitazioni e attività economiche, e già oltre 1.500 persone hanno perso la propria casa. Ci aspettiamo che il governo italiano intervenga stanziando risorse adeguate. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni potrebbe chiedere al Consiglio dell’Ue di prorogare il regolamento sul sostegno regionale di emergenza per la ricostruzione (RESTORE), grazie al quale è possibile ottenere assistenza supplementare per le regioni colpite da catastrofi naturali, consentendo così di riprogrammare le risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo di coesione e del Fondo sociale europeo Plus.

Da parte nostra, nei giorni scorsi abbiamo presentato un’interrogazione firmata da tutta la delegazione degli eurodeputati del Partito Democratico per chiedere alla Commissione europea se sussistano le condizioni per il ricorso al Fondo di solidarietà dell’Unione europea e ad altri strumenti finanziari europei a sostegno degli interventi di emergenza e di ricostruzione. Personalmente ho inoltre chiesto a Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea responsabile per la Coesione, di tenere in considerazione anche i rallentamenti delle opere previste dal PNRR nei territori colpiti dal maltempo.
Di fronte a tragedie come questa non ci possono essere scaricabarile né ritardi: serve un’Europa più forte e solidale, capace di proteggere i suoi cittadini e di investire con decisione nella sicurezza e nella resilienza dei territori.

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