“Oggi il Parlamento europeo ha fatto un importante passo avanti perché la Carta dei diritti Ue diventi una vera e propria Costituzione europea, al servizio delle cittadine e dei cittadini dell’Unione europea”. Questo il commento di Alessandro Zan, europarlamentare Pd, sull’approvazione in Commissione LIBE – di cui è vicepresidente – della Relazione Zan dedicata al rafforzamento e alla reale applicazione della Carta dei diritti Ue in tutti gli Stati membri.
“Nel testo si rafforzano la protezione delle vittime, la lotta alla violenza di genere, il contrasto ai crimini d’odio e all’odio online, indicando anche la necessità di una vera legislazione europea contro i crimini commessi sulla base dell’orientamento sessuale, l’identità di genere e le caratteristiche sessuali delle vittime. Un punto centrale riguarda la lotta alle discriminazioni in Europa, in particolare contro donne, minori, persone Lgbtqia+, migranti, richiedenti asilo, disabili e anziani. Grande passo avanti anche sul riconoscimento delle famiglie: nel testo viene sottolineato che le famiglie devono avere uguali diritti in tutta l’Unione europea indipendentemente dalla loro composizione, e che è necessario il pieno riconoscimento dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.
La Relazione Zan rafforza anche il diritto all’autodeterminazione di genere con il riconoscimento del genere sulle carte d’identità, condanna le pratiche di conversione con azioni legali e sanzioni a livello europeo, e lega in modo più stringente i fondi Ue al rispetto dei valori della Carta. Si tratta di una vittoria importante perché rafforziamo la Carta dei diritti Ue come strumento vivo di tutela dei diritti e non come manifesto da celebrare e poi non applicare nelle politiche dei singoli Stati membri”, continua. “Resta grave il boicottaggio delle destre, che hanno bloccato l’inclusione dell’uguaglianza di genere nella lotta alle discriminazioni e il riconoscimento del diritto all’aborto nella Carta. Noi comunque continueremo la nostra battaglia per una vera Europa dei diritti”, conclude. La Relazione Zan proseguirà ora il suo iter in Commissione Afco per essere votata poi in plenaria.