Annalisa Corrado
Annalisa Corrado
Ambiente
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ETS, un risultato importante per la ceramica e per la transizione

La decarbonizzazione è la strada per rafforzare la competitività delle nostre produzioni: per percorrerla servono regole efficaci, capaci di riconoscere le specificità dei diversi settori e di accompagnarne gli investimenti. È con questa convinzione che abbiamo lavorato al risultato raggiunto nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo sui benchmark ETS, i parametri che determinano l’assegnazione delle quote gratuite di emissione alle imprese.
Siamo molto soddisfatti del voto positivo dell’Aula: un risultato che fino a poco tempo fa appariva tutt’altro che scontato. Il mandato negoziale è stato approvato con 474 voti favorevoli, grazie a un ampio sostegno parlamentare. La posizione adottata punta a utilizzare tutte le quote disponibili per il periodo 2026-2030, circa 88 milioni, e ad aggiungerne altri 33 milioni, ripartiti tra assegnazioni alle industrie e risorse per i fondi di modernizzazione e innovazione. L’obiettivo è sostenere gli investimenti necessari alla trasformazione dei processi produttivi.
Confermando il compromesso approvato nei giorni scorsi in commissione Ambiente, l’Aula sostiene la possibilità di introdurre benchmark ETS specifici per i settori che hanno subito effetti distorsivi. È un passo importante soprattutto per il distretto ceramico dell’Emilia-Romagna: correggere parametri che penalizzano ingiustamente alcune produzioni significa dare alle imprese condizioni più eque per investire nella transizione e tutelare lavoro e competitività.
A questo risultato ha contribuito il sostegno e il confronto costante con il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e i rappresentanti dell’industria ceramica. Il lavoro comune con il territorio ha contribuito a portare al centro del negoziato europeo un problema concreto e a costruire una risposta. È un metodo che permette di tradurre le esigenze dei territori in proposte europee, tenendo insieme la tutela dell’industria e gli obiettivi climatici.
Il voto consente di portare ai negoziati con il Consiglio e la Commissione una proposta di differenziazione settoriale dei benchmark. Non si tratta ancora di una norma definitiva: il percorso non è concluso e ora lavoreremo perché questo risultato trovi conferma nel testo finale.
Continueremo a farlo, come Partito Democratico, insieme alle istituzioni locali e ai rappresentanti del settore, con lo stesso metodo di ascolto, collaborazione e concretezza che ha reso possibile il risultato di oggi.