L’Europa guarda oltre l’Atlantico. Nel discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato ieri a Strasburgo, Ursula von der Leyen ha proposto il Canada come possibile primo “membro associato” dell’Ue: una formula ancora da definire per portare la cooperazione oltre il CETA, l’accordo commerciale Ue-Canada, estendendola a difesa, energia, materie prime critiche, tecnologia e commercio digitale.
«Stamattina al Parlamento Europeo si è registrata una novità importante, che conferma la forza dell’Unione Europea e la sua voglia di esser protagonista costruendo nuove alleanze», aveva dichiarato Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd all’Eurocamera.
«Alla presenza del primo ministro canadese Mark Carney, Ursula von der Leyen ha proposto il Canada come primo “membro associato” dell’Unione Europea. In un mondo segnato da guerre, l’Europa deve unire e rafforzare la cooperazione con chi condivide i nostri valori. Insieme siamo più forti nel difendere la pace, la libertà e la democrazia. Questa è la strada».
Per Zingaretti è una «decisione straordinaria», perché mostra «un’Ue che vuole fare politica oltreoceano e sceglie grandi democrazie per rilanciare il suo mercato». Ma ora servono scelte più coraggiose: «L’Unione è aggredita da nazionalismi che vogliono distruggerla e coglierne gli elementi di debolezza». Occorrono «debito comune» e investimenti «a difesa della pace», superando i veti dei governi nazionali.
Oggi Carney, intervenendo davanti agli eurodeputati, ha accolto la proposta. Ha chiarito che Ottawa non cerca l’adesione piena all’Ue, ma un quadro originale capace di rafforzare sovranità e resilienza attraverso la cooperazione. Tra i settori indicati: minerali critici, difesa, energia, spazio, intelligenza artificiale e pagamenti.
Il gruppo S&D chiede ora di trasformare il segnale politico in risultati concreti per lavoratori, industrie e famiglie. Il CETA e la partecipazione canadese al programma europeo SAFE mostrano già le potenzialità del rapporto; i socialisti sollecitano quindi i dieci Stati membri che non hanno ancora ratificato il CETA, tra cui l’Italia, a procedere rapidamente.
La nuova intesa non è diretta contro nessuno. Ma dopo le minacce di ritorsioni commerciali di Donald Trump, gli S&D ribadiscono che Washington non può dettare le scelte di due partner democratici. «Trump non ha alcun diritto di veto sul nostro futuro», ha affermato la vicepresidente del gruppo Kathleen Van Brempt. «Seguiremo con attenzione tutti i dossier dei prossimi mesi – ha concluso Zingaretti – ascoltando chi chiede un’Europa più forte e unita verso un’Unione federale».