Lucia Annunziata
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Esteri
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Annunziata: Relazione con la Cina decisiva per la politica estera Ue

Una missione del Parlamento europeo si recherà in Cina dal 20 al 24 luglio 2026, con incontri di lavoro a Pechino e Shanghai dal 21 al 23 luglio. Lucia Annunziata, relatrice ombra per il Gruppo S&D e membro della commissione Affari esteri (AFET), sarà l’unica eurodeputata italiana a partecipare. La delegazione sarà guidata dal presidente della commissione AFET, David McAllister, e riunirà eurodeputati appartenenti a diversi gruppi politici, tra cui il presidente della Delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese, Engin Eroglu, e la relatrice permanente AFET sulla Cina, Hilde Vautmans.

Annunziata ha sottolineato come la missione assuma particolare rilievo nel quadro del lavoro della commissione AFET sulla relazione dedicata ai rapporti tra l’Unione europea e la Cina. Il confronto diretto con le istituzioni e con il mondo economico, accademico e tecnologico cinese contribuirà ad approfondire le opportunità, le criticità e le priorità di una relazione decisiva per la politica estera europea.
«È essenziale – ha dichiarato Annunziata – che l’Europa costruisca con la Cina un rapporto fondato sul dialogo, sulla reciprocità e sulla difesa dei propri interessi e valori. Questa missione consentirà alla commissione AFET di raccogliere elementi diretti e utili per la relazione in preparazione sui rapporti tra l’Unione europea e la Cina».

L’ultima intesa politica bilaterale di carattere strutturale risale al 30 dicembre 2020, quando l’Unione europea e la Cina annunciarono la conclusione «in linea di principio» dei negoziati per il Comprehensive Agreement on Investment (CAI), l’Accordo globale sugli investimenti. Il percorso dell’accordo resta, tuttavia, bloccato. Nel 2021 il Parlamento europeo congelò l’esame e la ratifica del CAI in seguito alle controsanzioni adottate da Pechino contro eurodeputati, organismi parlamentari e altre personalità ed entità europee, dopo le misure dell’UE relative alle violazioni dei diritti umani nello Xinjiang. Nel 2025 la Cina ha revocato le sanzioni che colpivano i membri e le commissioni del Parlamento europeo, consentendo la ripresa del dialogo interparlamentare. Il procedimento relativo al CAI, tuttavia, non è stato riavviato e risulta ancora bloccato.

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