Alessandra Moretti
Alessandra Moretti
Ambiente
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Le acque europee sempre più esposte alla presenza di microinquinanti pericolosi

L’acqua pulita è un diritto fondamentale dei cittadini europei e una condizione indispensabile per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Per questo il voto che si è svolto oggi al Parlamento europeo rappresenta un passo nella direzione sbagliata.
Il Partito Popolare Europeo, sostenuto dai gruppi dell’estrema destra, ha infatti promosso una richiesta che punta a sospendere l’attuazione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, una delle normative più importanti approvate negli ultimi anni per contrastare l’inquinamento delle nostre risorse idriche.

Le acque europee sono sempre più esposte alla presenza di microinquinanti pericolosi. Residui farmaceutici, sostanze PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni”, e microplastiche finiscono ogni giorno nei fiumi, nei laghi e nei mari, con conseguenze che riguardano sia gli ecosistemi sia la salute delle persone. La direttiva introduce per questo una quarta fase di trattamento delle acque reflue, progettata proprio per intercettare e rimuovere queste sostanze prima che raggiungano l’ambiente.
Il principio che ispira la normativa è altrettanto chiaro: chi inquina deve contribuire ai costi necessari per riparare ai danni provocati. È il principio europeo del “chi inquina paga”, una regola di buon senso che tutela i cittadini e impedisce che siano i contribuenti a sostenere l’onere economico dell’inquinamento prodotto da altri. Nel corso del dibattito parlamentare il gruppo dei Socialisti e Democratici ha scelto un approccio responsabile e pragmatico. Insieme a Renew Europe, Verdi e Sinistra abbiamo sostenuto la realizzazione di uno studio indipendente per valutare eventuali effetti sull’accessibilità e sulla disponibilità dei medicinali, rispondendo così alle preoccupazioni avanzate da una parte del settore farmaceutico senza mettere in discussione gli obiettivi ambientali della direttiva.

Con questo voto è chiaro che il PPE non si è mai realmente preoccupato del settore farmaceutico o dell’accesso ai medicinali. Vogliono semplicemente affossare una direttiva volta a garantire acqua pulita ai cittadini. La nostra proposta di uno studio indipendente per chiarire i dati rappresentava un serio tentativo di rispondere alle preoccupazioni del settore e garantire l’accessibilità economica e la disponibilità dei medicinali, preservando al contempo gli obiettivi di questa normativa fondamentale. Purtroppo, il PPE ha deciso di assumere una posizione ideologica, schierandosi con l’estrema destra e attaccando il diritto delle persone all’acqua pulita. Noi, come gruppo S&D, faremo in modo che la salute delle persone e l’ambiente siano tutelati, insistendo per una piena attuazione della direttiva secondo le tempistiche previste.