“Il ministro delle Finanze israeliano Smotrich ha dichiarato di aver ricevuto notifica della richiesta di un mandato di arresto da parte della Corte penale internazionale, definendola una “corte antisemita” e parlando di una “dichiarazione di guerra”.
Parole gravissime, soprattutto perché pronunciate da un ministro sotto accusa da parte della giustizia internazionale. Noi stiamo dalla parte del diritto internazionale.
Sosteniamo l’indipendenza e l’autonomia della Corte penale internazionale, contro ogni intimidazione e ogni tentativo di delegittimazione. Definire un mandato della Corte come una “dichiarazione di guerra” è gravissimo. Ancora più grave è rispondere annunciando l’evacuazione di Khan al-Ahmar, una comunità palestinese da anni al centro di un contenzioso internazionale.
Criticare politicamente il governo di Israele e le scelte dei suoi esponenti non significa essere antisemiti. L’antisemitismo va combattuto sempre e ovunque, senza ambiguità. Ma non può essere usato per mettere a tacere chi denuncia violazioni del diritto internazionale, dei diritti umani e della legalità internazionale. Israele ha diritto a vivere in sicurezza. Così come il popolo palestinese ha diritto al riconoscimento del proprio Stato, alla libertà e alla dignità. Chiunque violi il diritto internazionale deve risponderne davanti alla giustizia internazionale. È questo il fondamento della convivenza tra i popoli.
L’Europa deve difendere con chiarezza la giustizia internazionale, i diritti umani e la legalità. Per questo l’Europa non può continuare come se nulla fosse. Servono scelte conseguenti: l’Unione europea sospenda gli accordi commerciali con Israele fino al pieno rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani.
Lo dichiara Sandro Ruotolo, europarlamentare del Partito democratico