Il capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento Europeo, Nicola Zingaretti, ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea in merito alla bozza del cosiddetto “Codice dello spettacolo” predisposta dal Governo italiano, con particolare riferimento alle norme previste per il settore della danza.
L’iniziativa nasce dalla mobilitazione del collettivo “Danza Error System”, impegnato nella salvaguardia e nella ricostituzione dei corpi di ballo stabili presso le fondazioni lirico-sinfoniche italiane, rappresentato da Anna Chiara Amirante, étoile del Teatro San Carlo di Napoli, Andrea Morelli, danzatore della Fondazione Arena di Verona, e Alessandro Staiano, étoile del Teatro San Carlo di Napoli.
Nel Capo IV della bozza del provvedimento, già presentata alle Regioni e all’ANCI, si prevede infatti l’istituzione di un “corpo di ballo d’eccellenza nazionale”, composto da lavoratrici e lavoratori assunti esclusivamente con contratti a tempo determinato della durata di 36 mesi, prorogabili di ulteriori 24, destinato a realizzare produzioni anche per i Grandi Teatri d’Opera italiani.
“Questa scelta rischia di trasformare la precarietà in un modello strutturale”, dichiara Zingaretti. “Oggi soltanto quattro fondazioni lirico-sinfoniche italiane dispongono di un corpo di ballo stabile. Invece di investire nella loro ricostituzione e nella qualità artistica attraverso occupazione stabile e interna alle fondazioni, si punta a una compagnia nazionale fondata sul lavoro a termine. È una direzione profondamente sbagliata”.
Nell’interrogazione, Zingaretti richiama la direttiva europea 1999/70/CE contro l’abuso dei contratti a tempo determinato, gli obiettivi del Cultural Compass sul lavoro dignitoso nel settore culturale, i principi del Pilastro europeo dei diritti sociali in materia di stabilità occupazionale e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, inclusa la sentenza C-331/17 (“Sciotto”), che ha già rilevato l’illegittimità dell’utilizzo reiterato e ingiustificato di rapporti a termine nelle fondazioni lirico-sinfoniche italiane.
L’interrogazione è stata firmata anche dal collega del Partito Democratico Sandro Ruotolo e dagli eurodeputati membri della Commissione CULT appartenenti agli altri partiti di opposizione italiani: Furore e Morace per il Movimento 5 Stelle e Scuderi per Alleanza Verdi e Sinistra.
Con l’atto depositato a Bruxelles, gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea di verificare la compatibilità del modello previsto dal Governo italiano con il diritto dell’Unione europea e con gli obiettivi europei sul lavoro dignitoso, oltre a monitorare l’iter della riforma e valutare eventuali interventi qualora emergano profili di incompatibilità. “La domanda è semplice”, conclude Zingaretti. “Vogliamo un Paese che investa nella cultura e nei lavoratori della cultura, oppure un sistema che considera normale finanziare la precarietà con denaro pubblico?”.