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Cisgiordania: i dati raccolti da Annunziata indicano che i coloni stanno impedendo di fatto la possibilità di una soluzione a due Stati

“Il risultato dell’occupazione dei coloni in Cisgiordania sta chiudendo lo spazio vitale dei palestinesi e impedendo di fatto la possibilità di realizzare la proposta ‘due popoli, due Stati’. Lo ha dichiarato l’eurodeputata Pd, Lucia Annunziata, presentando al Parlamento europeo a Bruxelles il rapporto Infrastrutture come armi di guerra, esito della missione in Cisgiordania tra il 4 e il 7 maggio, insieme al collega del Fianna Fáil irlandese Barry Andrews.

“L’obiettivo di questo incontro – ha spiegato ai giornalisti il capodelegazione Pd, Nicola Zingaretti – è aprire uno spiraglio su quello che succede in Cisgiordania, facendo chiarezza grazie al coraggio della missione di un’istituzione internazionale come il Parlamento europeo, che ha scelto di andare sul campo e diventare fonte diretta di quanto sta accadendo”.

Annunziata e Andrews hanno incontrato rappresentanti della società civile israeliana e palestinese, diplomatici europei, amministratori locali, parlamentari della Knesset, operatori sanitari, associazioni per i diritti umani e comunità direttamente colpite dalla violenza; hanno visitato Hebron, Susiya, Taybeh e la Valle del Giordano: luoghi che raccontano una stessa dinamica, fatta di espansione degli insediamenti, demolizioni, intimidazioni e progressivo svuotamento della presenza palestinese.

I numeri sono impressionanti. Solo nel 2025 sono stati approvati 54 nuovi insediamenti ufficiali e creati 86 nuovi avamposti, inclusi 60 insediamenti agricoli. Nello stesso anno sono state autorizzate 27.941 nuove unità abitative: più che nei sei anni precedenti messi insieme. E nel solo avvio del 2026, oltre 30 nuovi insediamenti risultavano già approvati. Oggi in Cisgiordania si contano oltre 500 insediamenti e avamposti, con circa 750.000 coloni israeliani. L’espansione territoriale è accompagnata da una crescita della violenza. Tra gennaio 2023 e dicembre 2025 si sono registrati almeno 4.575 attacchi di coloni contro palestinesi, con 50 morti, oltre 4.600 feriti e circa 3.900 sfollati. Intere comunità sono state cancellate. Abbiamo visto i resti di Mu’arajjat, una comunità di circa 600 persone costrette ad andarsene.

Anche le demolizioni seguono la stessa traiettoria: oltre 4.600 strutture palestinesi demolite tra il 2023 e il 2025, a cui si aggiungono centinaia di ulteriori demolizioni nei primi mesi del 2026. Formalmente si tratta spesso di assenza di permessi edilizi, ma nella pratica quei permessi sono quasi impossibili da ottenere. C’è poi il costo economico dell’occupazione. Secondo le stime riportate durante la missione, tra il 2000 e il 2024 l’economia palestinese avrebbe perso oltre 212 miliardi di dollari di PIL potenziale, mentre il valore economico prodotto dagli insediamenti ha superato gli 800 miliardi.

“Infrastrutture, reti per l’acqua e strade in questo contesto giocano un ruolo chiave – ha spiegato Annunziata – sono una prova della strategia materiale di annessione di questa porzione di territorio, con il diritto alla circolazione dei palestinesi che viene ampiamente ridotto”. Inoltre, ha sottolineato: “Un dato importante è che i soldati non sono direttamente coinvolti nell’occupazione, ma vengono inviati per garantire la sicurezza dei coloni nel momento in cui questi arrivano effettivamente sui territori. Il meccanismo, che inizia nel 1997, prevede una sorta di outsourcing dell’occupazione, dallo Stato israeliano ai coloni, che porta a una occupazione lenta del territorio cisgiordano”.

Per Zingaretti, “il governo Netanyahu vuole cancellare dalla storia la possibilità stessa dell’esistenza di una comunità palestinese nell’area della Cisgiordania e, sotto questo punto di vista, il rifiuto dei governi europei di capire quello che sta accadendo è un atto complice e grave. Anche se va sottolineato che sono importanti le parole del leader dei democratici israeliani Yair Golan, che sottolinea l’importanza ‘di un altro Israele’. Anche a Tel Aviv si apre una voce per un Paese che sia rispettoso della democrazia e del diritto internazionale, volenteroso di aprire una stagione di collaborazione con i Paesi arabi”.

MEP responsabili

Nicola Zingaretti

Capodelegazione italiana S&D

Lucia Annunziata

Membro Commissione AFET

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