“Le conclusioni preliminari della Commissione europea su Meta confermano che le piattaforme non stanno proteggendo i minori, nonostante gli obblighi previsti dal Digital Services Act. Il punto non è se un minore riesca ad aggirare un sistema. Il punto è che le piattaforme devono essere progettate per essere sicure per i minori.”
Lo dichiara Sandro Ruotolo, eurodeputato PD e relatore al Parlamento Europeo del report sulla protezione dei giovani online.
“Oggi l’accesso dei minori alle piattaforme avviene in un contesto che non garantisce adeguati livelli di sicurezza, privacy e protezione. Non basta fissare un limite di età nei termini di servizio. Le piattaforme devono dimostrare di saperlo far rispettare e, soprattutto, devono progettare i loro servizi partendo da un principio chiaro: i minori sono utenti vulnerabili e vanno protetti by design.
È esattamente ciò che prevede il Digital Services Act: obblighi concreti di valutazione e mitigazione dei rischi, in particolare per i più giovani. Se questi obblighi non vengono rispettati, siamo di fronte a una violazione del diritto europeo.”
“Negli Stati Uniti, Meta e YouTube sono già state ritenute responsabili per aver progettato servizi capaci di generare dipendenza nei minori e contribuire a gravi danni alla salute mentale. L’Europa non può aspettare che siano i tribunali, uno dopo l’altro, a certificare ciò che è evidente.”
“Per questo serve un cambio di paradigma: verifica dell’età efficace, strumenti di segnalazione accessibili, sistemi che non incentivino esposizione e dipendenza.”
“La Commissione deve applicare pienamente il DSA. La credibilità delle nostre regole dipende dalla capacità di farle rispettare.”
“La sicurezza dei minori online non può essere subordinata al modello di business delle piattaforme.”