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Ruotolo-Zingaretti: Meta, filtri elettorali gestiti da profili con background di intelligence? La Commissione indaghi

“È accettabile che i flussi informativi durante le elezioni europee possano essere influenzati da strutture opache gestite da piattaforme private, nelle quali operano figure con un passato nei servizi di intelligence di Paesi terzi?”.

Lo dichiarano Sandro Ruotolo, eurodeputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, e Nicola Zingaretti, capo della delegazione del PD al Parlamento europeo, annunciando un’interrogazione alla Commissione europea sugli “Elections Operations Center” di Meta Platforms.

“Meta – spiegano – ha attivato anche in Italia e per le elezioni europee 2024 strutture operative dedicate al controllo dei contenuti politici e il flusso d’informazioni durante le elezioni. Tuttavia, non esiste alcuna trasparenza su composizione, catena di comando e decisioni assunte”.

“È un fatto – proseguono – che tra i responsabili delle policy elettorali e della gestione della disinformazione figurano profili con precedenti esperienze in ambiti di intelligence, agenzie governative e sicurezza nazionale extra-UE, come Aaron Berman, Hagan Barnett, Bryan Weisbard e Mike Bradow e altri. Non sappiamo se e quale ruolo abbiano avuto nei centri operativi attivati durante le elezioni europee. Ed è esattamente questo il problema”.

“Non stiamo parlando di una questione tecnica, ma di una questione democratica: chi decide cosa è visibile e cosa no durante una competizione elettorale? Con quali garanzie di neutralità? E sotto quale controllo pubblico?

Domande che oggi diventano ancora più urgenti, alla luce sia della ricerca dell’Università di Urbino — che evidenzia come le policy di Meta, durante il periodo elettorale, abbiano finito per favorire pagine e account di propaganda estremista — sia di quanto emerso dalla trasmissione Report sulle elezioni del 2022.

In quell’occasione è stato infatti rivelato che Meta, probabilmente attraverso l’“Election Center”, avrebbe trattato in modo illegittimo i dati di quasi 7 milioni di elettori italiani, aprendo la strada a forme di profilazione politica altamente problematiche.

“Per questo abbiamo chiesto alla Commissione, alla Vicepresidente Henna Virkkunen, se sia a conoscenza del coinvolgimento di tali figure e se intenda verificare la presenza di soggetti provenienti da apparati di intelligence nelle strutture operative di Meta attive durante le elezioni”.

“Alla luce del Digital Services Act – concludono – non è più tollerabile alcuna zona grigia: serve piena trasparenza su chi gestisce i processi informativi durante le elezioni. La democrazia europea non può essere affidata a meccanismi opachi”.

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