“Oggi la Corte di Giustizia dell’Unione europea smonta la propaganda di Orbàn e afferma un principio chiarissimo: nessuno Stato membro può usare la legge per discriminare o rendere invisibili le persone sulla base del loro orientamento sessuale o la loro identità di genere. È una vittoria dei diritti e dei valori fondamentali dell’Ue”. Così in una nota l’eurodeputato del Pd Alessandro Zan, commentando la sentenza della Corte di giustizia Ue in merito alla legge ungherese relativa alla comunità Lgbt.
“La legge ungherese del 2021, costruita con il pretesto di ‘proteggere i minori’ ma in realtà usata per colpire le persone Lgbtqia+, oggi viene riconosciuta incompatibile con il diritto europeo violando l’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea sui valori fondanti dell’Unione, nonché il rispetto della vita privata e familiare”, sottolinea Zan . “La sentenza segna una svolta, e dà inizio ad una riflessione costituzionale dell’Ue partendo proprio dai diritti Lgbtqia+. Ora il governo Mogyar dimostri di essere davvero europeista: rimuova le norme discriminatorie e la Commissione Ue monitori l’attuazione della sentenza”, conclude l’eurodeputato dem.