Dario Nardella
Dario Nardella
Agricoltura e Pesca
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Nardella: Vivaismo europeo settore strategico per la resilienza climatica, anche la prossima PAC riconosca la loro centralitá

Quasi 36.000 aziende, 250.000 lavoratori e oltre 10 miliardi di euro di valore produttivo annuo: il settore europeo della vivaistica è un pilastro importante dell’economia verde, ma resta ai margini delle politiche agricole e climatiche dell’UE. I vivai producono il verde che rende possibile il ripristino degli ecosistemi, la lotta al cambiamento climatico e la trasformazione delle città europee — eppure le politiche europee non ricoscono la loro centralita.
È quanto rileva il Manifesto della European Nurserystock Association (ENA), presentato oggi a Bruxelles in un evento ospitato dall’eurodeputato Dario Nardella, Coordinatore del gruppo socialista in Commissione Agricoltura. Le richieste dell’associazione, che riunisce 25 organizzazioni nazionali a livello UE, sono chiare: riconoscimento nella prossima PAC, obbligo di approvvigionamento certificato nei grandi progetti di ripristino e verde urbano finanziati dall’UE, riconoscimento delle piantagioni da vivaio come rimozioni certificate di carbonio, e accesso delle PMI ai fondi del prossimo bilancio europeo 2028-2034.

“Nella mia esperienza da sindaco di Firenze ho visto come il verde urbano non e’ semplice decorazione: abbassa la temperatura nelle strade, migliora la qualità dell’aria, rende le città più sane” — ha dichiarato Nardella. “Ogni progetto di riforestazione, ogni spazio verde urbano, ogni intervento di ripristino ambientale parte da una pianta coltivata in un vivaio. Che la PAC continui a non riconoscerli pienamente è una contraddizione che bisogna superare.”

“La Toscana, con Pistoia, è la prima regione italiana del florovivaismo, un settore che in Italia vale 3,3 miliardi di euro e che nel resto d’Europa attraversa una crisi profonda: il costo dei fertilizzanti è aumentato del 60%, in parte per l’instabilità geopolitica nello Stretto di Hormuz, e il costo del carburante del 40% circa. È un settore sotto pressione su tutti i fronti. Eppure è precisamente questo settore che rende possibile la lotta al cambiamento climatico sul territorio: ogni progetto di riforestazione, ogni spazio verde urbano, ogni intervento di ripristino ambientale parte da una pianta coltivata in un vivaio”.