Grazie al nostro lavoro, insieme ai colleghi del Gruppo dei Socialisti e Democratici, la questione abitativa è stata inserita tra le priorità nella revisione di medio termine dei fondi di coesione. Il diritto a un’abitazione dignitosa è ormai un obiettivo politico dell’Unione europea. Con la riallocazione dei fondi di coesione, 15 Stati membri hanno riallocato risorse verso l’edilizia abitativa attraverso 84 programmi (71 regionali e 13 nazionali), per un totale di 3,3 miliardi di euro reindirizzati verso progetti per la casa.
Complessivamente, l’Italia ha riallocato verso la casa più di un miliardo di euro dei 7 miliardi riallocati in totale. Molte regioni ne hanno approfittato per ridirezionare fondi consistenti su progetti abitativi a prezzi accessibili e far fronte all’emergenza abitativa. In testa a tutte troviamo la Puglia, che ha destinato alla casa ben 180 milioni di euro, ovvero il 27% dei fondi che ha riallocato.
Guardando ai risultati resi noti dalla commissione europea non posso che notare con rammarico che la Lombardia, pur avendo a disposizione oltre 270 milioni che sono stati riallocati, ne abbia destinati alla casa meno del 10%, ovvero 24 milioni. Una decisione che lascia basiti se si pensa che è una Regione che conta decine di migliaia di case popolari sfitte in attesa di ristrutturazione, nonché una tra le più afflitte dal caro casa e dalla mancanza di alloggi accessibili.
L’Unione europea aveva dato un’opportunità unica, per la quale avevamo spinto e lavorato molto sia nella commissione casa che presiedo sia nella Commissione europea. A questo proposito ringrazio il Commissario Fitto, che ha accolto le nostre richieste e inserito l’emergenza abitativa tra le priorità della riallocazione. Peccato che non tutti l’abbiano colta per dare risposte concrete ai cittadini. Ora la priorità è avere fondi dedicati alla crisi abitativa nel prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea