“Con la nuova direttiva anticorruzione approvata in plenaria a Bruxelles, l’abuso d’ufficio rientra di fatto dalla porta principale, smentendo l’intera linea del governo Meloni che nel 2024 aveva scelto di abolire quel reato. Tra lo stop della Corte costituzionale sull’autonomia differenziata, la bocciatura del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo e le dimissioni della ministra Daniela Santanchè, insieme a quelle del sottosegretario Delmastro e della capa di gabinetto di via Arenula Giusi Bartolozzi, si profila oggi una vera e propria Caporetto politica per il duo Meloni-Nordio”. Lo dichiara Sandro Ruotolo, eurodeputato e membro della segreteria del Partito Democratico.
“La direttiva parla chiaro: all’articolo 11, sotto la definizione di ‘esercizio illecito di funzioni pubbliche’, l’Europa ripristina quegli elementi sostanziali che Nordio aveva voluto cancellare. Gli Stati membri sono ora obbligati a punire i funzionari che violano intenzionalmente la legge nell’esercizio delle loro funzioni. È il crollo di una narrazione: ciò che il governo Meloni ha smantellato nella lotta alla corruzione, l’Unione europea lo impone come standard minimo di legalità”. L’eurodeputato dem evidenzia anche il quadro economico: “Non gliene va bene una alla presidente Meloni. Mentre la crescita rallenta e la precarietà aumenta, il governo continua a collezionare sconfitte politiche e istituzionali. Riforme bocciate, prezzi in aumento e un’economia che rischia la recessione. La realtà sta travolgendo la loro propaganda”.