Brando Benifei
Brando Benifei
Economia
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EU Inc: un quadro societario unico per un’Europa più competitiva

Oggi il mercato unico europeo resta ancora frammentato. Un’impresa che vuole crescere ed espandersi oltre i propri confini si trova a confrontarsi con 27 sistemi giuridici e oltre 60 forme societarie diverse: un ostacolo che frena crescita e investimenti, come evidenziato anche dai rapporti Letta e Draghi. Queste criticità sono rilevanti anche per l’Italia, dove oltre 12.000 startup innovative e più di 14.000 tra startup e PMI innovative incontrano difficoltà nel crescere su scala europea. In questo contesto, la Commissione europea ha presentato l’attesa proposta EU Inc., che introduce un “28° regime” societario opzionale per le imprese europee.

Come Partito Democratico e come gruppo S&D al Parlamento europeo, accogliamo positivamente l’obiettivo di creare un quadro societario europeo unico, opzionale e digitale, capace di permettere a imprese, startup e scale-up di operare in tutta l’UE con regole armonizzate. In particolare, valutiamo positivamente elementi come la costituzione digitale e rapida delle imprese, il principio “once-only”, l’interconnessione dei registri tramite la piattaforma europea BRIS e una maggiore flessibilità nei finanziamenti.

Tuttavia, la proposta presenta lacune importanti, in particolare sul piano sociale, come evidenziato anche dai sindacati europei. Nel negoziato che si aprirà ora in Commissione Affari Giuridici del Parlamento europeo sarà fondamentale rafforzare alcuni aspetti chiave, che lo stesso Parlamento aveva già indicato in una relazione di indirizzo approvata a gennaio: garantire che i diritti dei lavoratori seguano il luogo in cui si lavora; prevenire pratiche elusive e società “letterbox”; assicurare la piena tutela dei diritti sindacali e della partecipazione dei lavoratori; garantire l’accesso alla giustizia e il rispetto delle norme sul lavoro transfrontaliero; e rafforzare le tutele nelle fasi di crisi, anche a protezione di lavoratori e creditori.

Non si possono compromettere i diritti dei lavoratori e i principi fondamentali del modello sociale europeo in nome di innovazione e crescita: continueremo a vigilare e lavorare affinché il 28° regime rappresenti un passo avanti verso il completamento del mercato unico e un’opportunità anche per l’Italia, evitando abusi e garantendo un giusto equilibrio tra competitività e tutele.”