Si e’ tenuto oggi presso il Parlamento Europeo un incontro dedicato al contrasto del traffico illecito di rifiuti tossici nel Mar Mediterraneo e al fenomeno delle “navi a perdere” che, per la prima volta, ha messo insieme le forze investigative di Interpol ed Europol, rappresentanti del Senato italiano come Nicola Irto (Commissione d’inchiesta rifiuti), i membri del Parlamento europeo con Pierfrancesco Maran (Presidente Ambiente) e Giuseppe Lupo (Commissione Pesca), insieme a Legambiente e al mondo della ricerca. Il promotore dell’evento, Sandro Ruotolo, membro della Commissione LIBE (Liberta’ civili, giustizia e affari interni) che si occupa di criminalita’ organizzata, ha denunciato con forza come il Mediterraneo sia diventato un “cimitero invisibile” di scorie tossiche affondate dalle organizzazioni criminali, ricordando il sacrificio del Capitano Natale De Grazia, morto nel 1995 mentre indagava su questi traffici. “Non e’ una storia del passato, ma un’emergenza criminale che minaccia oggi la salute e la biodiversita’,” ha dichiarato Ruotolo. Un allarme confermato dal rapporto SOCTA 2025 di Europol, la “mappa” che guida tutte le polizie d’Europa: per la prima volta l’ecomafia e’ una priorita’ assoluta, considerata pericolosa quanto il grande narcotraffico e il terrorismo.
“E’ fondamentale ora che la Commissione Ambiente proceda con un’indagine conoscitiva e che si arrivi al recepimento della direttiva sulla tutela penale dell’ambiente entro maggio,” ha continuato Ruotolo. In chiusura dell’evento, Ruotolo ha annunciato un impegno operativo immediato: “Non molliamo di un centimetro. Da oggi istituiamo un gruppo di coordinamento e monitoraggio costante tra istituzioni europee, forze di polizia e societa’ civile, per tenere i riflettori accesi, scambiare dati in tempo reale e garantire che la battaglia per la verita’ e la giustizia ambientale non si fermi. Il Mediterraneo e’ un bene comune e l’Europa deve assumersi la responsabilita’ di proteggerlo”.