Nicola Zingaretti
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Economia
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Rilanciare il mercato unico per proteggere le persone e promuovere la competitività

In un mondo in fiamme e con una crisi energetica alle porte, l’Unione europea non può più permettersi di essere divisa. In poche settimane il costo del gas è cresciuto di oltre il 30%, con effetti immediati sulle bollette e sul potere d’acquisto delle famiglie. La Commissione europea deve agire più rapidamente per proteggere i consumatori e rafforzare la resilienza economica dell’Unione.

Dobbiamo proteggere le persone e il mercato unico europeo è il modo per rilanciare la competitività e la coesione sociale. Un tema che è stato al centro di un importante dibattito nell’aula della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

Come scritto nel rapporto Letta, 450 milioni di consumatori sono un’opportunità unica per le imprese per crescere e per i cittadini per avere servizi di qualità. Le teorie divisive della destra nazionalista sono un suicidio. Dobbiamo fare esattamente il contrario: completare il mercato unico dei servizi e dei capitali e innovare sugli strumenti della coesione sociale. Investire e accelerare insieme nell’innovazione, nelle infrastrutture digitali e green per recuperare competitività a livello globale. Semplificare le procedure burocratiche, non cancellare le buone regole e promuovere la formazione e l’innovazione. Solo così sostituiremo la paura con la speranza.

Ad oggi il mercato unico resta una promessa incompiuta che richiede nuove iniziative politiche per diventare davvero uno spazio economico integrato ed equo per tutti i cittadini dell’Unione. Restano numerosi ostacoli alla libera circolazione dei servizi. Nonostante oltre vent’anni di politiche europee dedicate al completamento del mercato interno, circa il 60% delle barriere nel settore dei servizi resta ancora in vigore. Queste frammentazioni si traducono direttamente in costi più elevati per i cittadini europei, che finiscono per pagare fino al 15% in più per beni e servizi proprio a causa di queste inefficienze. Superare tali ostacoli è essenziale per rafforzare la competitività dell’Europa e proteggere i consumatori.

Le destre nazionaliste e la nostra presidente del Consiglio continuano a lamentarsi della presunta eccessiva regolamentazione dell’Unione europea, ma la realtà è che la frammentazione generata da sovranismi ed egoismi nazionali impedisce di rimuovere i numerosi ostacoli amministrativi e normativi: sistemi che non comunicano tra loro, procedure burocratiche complesse e requisiti tecnici diversi da paese a paese. Tutti elementi che rendono ancora difficile per imprese e lavoratori operare liberamente in tutta l’Unione. L’obiettivo dovrebbe essere quello di trasformare davvero il mercato unico in una “casa comune” economica, in cui un’azienda possa nascere in una città europea e vendere subito in tutto il continente, oppure un giovane laureato possa trovare lavoro in un altro Stato membro senza ostacoli amministrativi.

Il mercato unico rimane uno dei più grandi successi dell’Unione europea, ma per mantenere questa promessa servono nuove riforme, meno frammentazione normativa e una maggiore attenzione alle disuguaglianze tra i diversi Stati membri. Solo così il mercato interno potrà davvero funzionare come uno spazio economico integrato capace di garantire crescita, opportunità e protezione per tutti i cittadini europei.

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