Irene Tinagli
Irene Tinagli
Lavoro e Welfare
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Voto positivo del Parlamento a Strasburgo: la casa è una priorità sociale europea

Ora è ufficiale: la casa è una priorità sociale europea. Nella sessione plenaria di febbraio del Parlamento europeo, la commissione speciale sulla crisi abitativa che presiedo ha approvato il primo Rapporto sul tema. Per la prima volta, l’Unione europea riconosce che la casa non è solo una competenza nazionale o locale, ma una questione strutturale che richiede una risposta comune.

Negli ultimi dodici anni, i prezzi delle case nell’UE sono aumentati in media di oltre il 60%, mentre gli affitti sono cresciuti di circa il 20%. Per le famiglie a basso reddito, quasi il 40% del reddito disponibile viene assorbito dalle spese per l’alloggio. Numeri che raccontano una realtà innegabile: milioni di europei faticano ad accedere a un’abitazione dignitosa.
Con questo rapporto abbiamo messo nero su bianco sei direttrici di intervento, su cui abbiamo dovuto lottare contro le destre come Gruppo dei Socialisti e Democratici. Innanzitutto, fondi europei dedicati all’housing nel prossimo bilancio pluriennali, accompagnati da un ruolo più forte della Banca europea per gli investimenti. Servono fondi per l’edilizia pubblica, sociale e accessibile, ma anche per il contrasto alla povertà energetica e per la transizione.

In secondo luogo, abbiamo chiesto un quadro europeo per disciplinare gli affitti brevi, cresciuti in pochi anni in modo esponenziale, con effetti distorsivi sull’offerta di case per i residenti. Per la prima volta affrontiamo anche il tema della finanziarizzazione: grandi investitori che spingono i prezzi lontano dai salari e dai fondamentali economici locali.
C’è poi il recupero del patrimonio inutilizzato: circa il 20% degli immobili in Europa non è abitato. Riportare sul mercato case sfitte e degradate significa aumentare l’offerta senza consumare nuovo suolo, rafforzando il ruolo delle autorità locali.
Abbiamo insistito molto sulle fragilità, come le vittime di violenza domestica, che devono poter contare su soluzioni abitative rapide e sicure. Il rapporto evidenzia inoltre che la crisi abitativa colpisce in modo particolare i giovani, quasi la metà dei quali, tra i 18 e i 34 anni, vive ancora con i genitori. Senza una casa accessibile non c’è autonomia, non c’è futuro.

Questo rapporto è il frutto di mesi di lavoro e di un confronto politico intenso. Come presidente della commissione HOUS sulla crisi abitativa, sono orgogliosa che il Parlamento abbia saputo costruire un consenso ampio su una priorità sociale del nostro tempo. Ora la sfida è tradurre queste raccomandazioni in proposte legislative concrete. Perché la casa non può essere un privilegio: deve tornare a essere un diritto.

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