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Economia
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Un passo avanti verso l’euro digitale

La plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo ha approvato due emendamenti chiave sull’euro digitale, inseriti nella risoluzione sulla relazione annuale della Banca centrale europea. I testi rafforzano il sostegno politico al progetto, definito uno strumento “essenziale” per la “sovranità europea” nei pagamenti, in un contesto segnato da crescente incertezza geopolitica e da una forte dipendenza da infrastrutture di Paesi terzi. I parlamentari europei hanno sostenuto la creazione di un euro digitale che garantisca parità di accesso ai servizi di pagamento, mettendo in guardia dal rischio che la digitalizzazione, se affidata esclusivamente ad attori privati, possa generare nuove forme di esclusione per cittadini ed esercenti.
Entrambi gli emendamenti sono stati approvati a larga maggioranza. Quello volto a rafforzare il sostegno politico al progetto ha ottenuto 438 voti favorevoli, 158 contrari e 44 astensioni. L’emendamento sulla parità di accesso ai servizi di pagamento è passato con 420 voti a favore, 158 contrari e 64 astensioni.

Secondo Nicola Zingaretti, capodelegazione degli eurodeputati Pd, è “molto positivo il voto del Parlamento europeo di oggi. L’euro digitale non è solo una questione tecnica, ma una scelta politica. Significa rafforzare l’indipendenza e l’autonomia dell’Europa nei pagamenti elettronici, riducendo la dipendenza da infrastrutture di Paesi terzi. Se vogliamo un’Europa che conti davvero dobbiamo iniziare a fare passi avanti, anche qui”.
Si tratta, del resto, di un progetto promosso da tempo dagli eurodeputati Pd. Come ha spiegato l’eurodeputata Pd Irene Tinagli. “Da tempo sosteniamo con convinzione il progetto dell’euro digitale – ha spiegato Tinagli – già a partire dalla scorsa legislatura, considerandolo un elemento fondamentale per la crescita e la competitività dell’Europa. Oggi, tuttavia, appare evidente come questa iniziativa sia più urgente che mai”. Per questo, ha concluso, “intendiamo continuare a spingere per un’accelerazione del processo. Nell’attuale contesto geopolitico è infatti indispensabile dotarsi al più presto di un euro digitale che contribuisca a rafforzare l’autonomia strategica europea, anche nel settore dei pagamenti, oggi largamente dominato da operatori extraeuropei”.

Ad oggi oltre due terzi dei pagamenti con carta in Europa sono gestite da circuiti extra-europei, ossia da attori statunitensi come Visa, Mastercard e American Express. Per di più, nota la Bce, 13 Paesi su 20 dell’eurozona non hanno un circuito domestico: se domani Visa e Mastercard si ritirassero dall’Ue, quindi, in questi Paesi non si potrebbe più pagare con carta né online. Attualmente, non esiste un’alternativa europea perché i circuiti nazionali come Bancomat funzionano solo all’interno della madre-patria. Bancomat e altri attori hanno però di recente annunciato un accordo per creare una rete di pagamenti paneuropea. L’euro digitale sarebbe una forma digitale di contante, emesso direttamente dalla Banca centrale europeo come le banconote e le monete fisiche. Avrebbe corso legale, la sua accettazione sarebbe, cioè, obbligatoria,funzionerebbe sia online sia in mancanza di rete, e potrebbe essere scambiato fra privati o speso con un’app nei negozi e sui siti e-commerce.

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