Nicola Zingaretti
Nicola Zingaretti
Diritti
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La giornata della memoria

Oggi, 27 gennaio, celebriamo la Giornata della Memoria, la ricorrenza dedicata al ricordo delle vittime dell’Olocausto e delle persecuzioni naziste e fasciste, istituita per non dimenticare l’orrore dei campi di sterminio e per riflettere sul valore universale della dignità umana. Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono Auschwitz, simbolo di un crimine contro l’umanità che ha segnato in modo indelebile la nostra storia collettiva e che ci interpella ancora oggi sul valore della memoria come impegno civico e morale.

«Ricordare è un atto morale», ha scritto Primo Levi, e celebrare la Giornata della Memoria non significa solo ricordare l’Olocausto, ma anche ricordare chi siamo, come individui, come italiani ed europei, come comunità del Partito Democratico, e ritrovare così la nostra bussola morale, in un momento della storia particolarmente tumultuoso e confuso. Oggi che l’antisemitismo e i peggiori fantasmi della storia sono tornati a tenerci svegli la notte, dobbiamo fermarci a ricordare, piuttosto che cercare di piegare la memoria alle esigenze dell’attualità e del dibattito politico.

Quanto più siamo distratti e confusi dagli avvenimenti del presente, tanto più abbiamo bisogno di coltivare con impegno l’esercizio della memoria. Bisogna essere presenti nella società, nelle scuole, nelle piazze reali e virtuali, perché il ricordo delle donne, degli uomini, delle bambine e dei bambini sterminati sia sempre vivo e porti con sé una lezione di umanità. È fondamentale presidiare ogni spazio con la sostanza umana del dolore e del vuoto insopportabile lasciato da chi non c’è più, per trasformare il ricordo in consapevolezza collettiva.

Ho partecipato, e ho organizzato come Presidente del Lazio, a tanti Viaggi della Memoria ad Auschwitz e in altri campi di sterminio con studenti e docenti, e nessuno di questi è mai stato inutile o uguale al precedente. La memoria è anche custodia di un patrimonio di esperienze umane che dobbiamo trasmettere con passione e rigore: dalle leggi razziali, che negarono diritti e libertà, fino alle deportazioni, dobbiamo insegnare che l’antisemitismo e tutte le forme di odio non sono tragedie lontane, ma rischi sempre presenti se non vigiliamo. Non dobbiamo stancarci di ascoltare le testimonianze dirette dei sopravvissuti, né di spiegare alle nuove generazioni le tragedie del passato, affinché comprendano le conseguenze dell’odio, del razzismo e dell’indifferenza. Dobbiamo, infine, essere coerenti. Sempre, tutti i giorni. Difendere la vita e la dignità umana e preservare la memoria del passato per rimanere umani oggi e nel futuro.

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