Brando Benifei
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Commercio
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Groenlandia: è il momento di reagire

Per l’Unione europea è arrivato il momento del coraggio, bisogna reagire a questa ennesima provocazione, a questa minaccia contro la sovranità dell’Unione. L’ho detto oggi intervenendo nell’aula della plenaria del Parlamento europeo nel dibattito intitolato “Integrità territoriale e sovranità della Groenlandia e del Regno di Danimarca: necessità di una risposta unitaria dell’UE ai tentativi di ricatto degli Stati Uniti”. Un titolo che, da solo, dice molto dello stato d’animo che attraversa oggi la maggioranza dell’Emiciclo.

Il Parlamento europeo è stato chiaro: serve una risposta europea unita di fronte alle pressioni e alle minacce americane sulla Groenlandia. Non siamo di fronte a una provocazione qualsiasi, ma a un attacco diretto ai principi fondamentali del diritto internazionale e all’integrità territoriale di un Paese europeo. Per questo dobbiamo mandare un messaggio netto agli Stati Uniti: fermatevi, tornate al tavolo della discussione. Perché questa volta le contromisure e le sanzioni non saranno solo evocate, ma ci saranno davvero, e faranno male.

La Commissione europea e i governi dei 27 Stati membri devono assumersi fino in fondo la responsabilità del momento. Non è più il tempo delle mezze misure o delle ambiguità. Solo se il nostro intento sarà credibile potremo fermare un’escalation che nessuno vuole neanche, ne sono certo, la maggioranza del popolo americano, che continua a credere nel valore delle alleanze e del multilateralismo.

È arrivato il momento che l’Europa smetta di essere ingenua e diventi una vera potenza: una potenza democratica, capace di difendere le proprie regole e i propri valori. Lo smantellamento progressivo del diritto internazionale è ormai in atto da anni, in diversi contesti geopolitici. Invertire questa rotta non è impossibile, ma dipende solo da noi e dalla nostra capacità di agire insieme.
In questa sessione plenaria il Parlamento europeo ha compiuto un primo passo concreto, bloccando l’accordo USA-UE sui dazi. Niente tariffe zero per i prodotti americani finché il presidente Trump non smetterà di minacciare l’integrità territoriale di un Paese europeo. Una decisione presa insieme agli altri gruppi europeisti e contro la volontà del gruppo ECR, dove siedono gli eurodeputati di Fratelli d’Italia.

Credo fermamente che la diplomazia vada utilizzata fino in fondo. Ma la diplomazia, per essere efficace, deve avere un limite. Il rischio, per l’Europa, è quello di confondere il dialogo con l’immobilismo. E questo, oggi, gioca a vantaggio di chi pensa che l’Unione non sia credibile. Ora mi aspetto una reazione dalle controparti statunitensi e spero che sempre più voci nel Congresso degli Stati Uniti si alzino per dire che questa follia deve finire e che dobbiamo tornare a lavorare insieme, da alleati.

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