“Nel Report Defence Readiness 2030, approvato oggi in Parlamento Europeo, vi sono diversi passi in avanti a fronte di alcuni punti su cui ancora c’è da lavorare. Intanto il dibattito mette in luce che la cosa su cui l’Europa comincia davvero a confrontarsi non è il riarmo, ma la difesa. Difesa dei cittadini, ricordiamolo, uno dei diritti costituzionali della Carta”. Lo afferma l’eurodeputata del Pd, Lucia Annunziata, commentando il via libera del Parlamento europeo alla relazione sulla difesa 2030.
“In diversi passaggi si evidenza che i sistemi di difesa devono essere sempre più integrati. E si critica l’eccesso di frammentazione dell’attuale impianto di Readiness2030, che così com’è, rischia di portare gli Stati Membri a spendere in maniera disordinata. In più, vi è da apprezzare la critica all’utilizzo eccessivo del 122, il famoso articolo che permette di aggirare il dibattito e il voto parlamentare, che per noi rappresenta una battaglia chiave.
Aggirare il Parlamento significa infatti lasciare i cittadini che lo hanno votato senza Sentinelle nell’esercizio di controllo e garanzia di trasparenza su un progetto che cambierà il profilo dell’UE. Sul paragrafo 23 sulle armi proibite – conclude Annunziata – abbiamo votato contro. Sugli impegni di una maggiore spesa dei singoli Stati membri, c’è sempre una condizionalità per spendere insieme e per progetti europei”, conclude Annunziata.