La delegazione italiana del Partito democratico al Parlamento europeo rivendica, dopo un anno di lavoro, un livello di coesione interna “superiore a qualsiasi previsione iniziale”, come dimostrato dai dati di una ricerca commissionata a YouTrend. I dati li snocciola il capo delegazione, Nicola Zingaretti, in un evento di presentazione dell’attivita’ del Pd europeo sui social. “Nonostante il carattere ricco, plurale e autorevole del gruppo, che all’inizio del mandato aveva fatto temere il rischio di eterogeneita’ ingestibile, l’analisi mostra che nelle votazioni finali la delegazione ha mantenuto un allineamento del 97,9%, con punte che “sfiorano il 98%”, afferma Zingaretti.
Segno viene sottolineato di un pluralismo che discute, ma che alla fine converge in modo responsabile sulle posizioni comuni. Il dato, definito “politicamente molto rilevante”, si riflette anche sul contributo portato all’interno del gruppo dei Socialisti e democratici: in 341 votazioni chiave, la delegazione italiana la piu’ numerosa del gruppo a Bruxelles ha votato in omogeneita’ con S&d nel 99,1% dei casi, mentre su tutte le votazioni la convergenza si attesta al 96,4%. Le residue divergenze, pari al 2,6%, riguardano quasi esclusivamente voti di interesse nazionale.
“Siamo una delegazione che ha espresso battaglia politica e pluralismo, ma che poi si e’ ritrovata unita, responsabile e capace di rafforzare il peso del gruppo socialista all’Eurocamera”, rivendica Zingaretti, sottolineando anche che nella legislatura attuale la maggioranza parlamentare e’ “estremamente fragile dal punto di vista numerico” e che la compattezza italiana ha avuto un impatto significativo sull’esito di numerosi dossier. Un anno di lavoro che, secondo il capo delegazione, smentisce “le tante chiacchiere da Bruxelles” sull’ipotizzata disomogeneita’ interna e che restituisce “la verita’ dei numeri”: un gruppo coeso, determinante e politicamente influente nelle dinamiche del Parlamento europeo.