“La Commissione Europea dopo quasi due anni di indagine commina una prima sanzione concreta per i comportamenti scorretti della piattaforma X.
Ma 120 milioni di euro di multa non possono essere l’ultima parola: il Digital Services Act esiste proprio per impedire che le piattaforme ingannino gli utenti con finte “spunte blu”, nascondano la pubblicità politica illegalmente e blocchino l’attività dei ricercatori, come avrebbe fatto X.
Ora la Commissione deve accelerare e chiudere anche l’inchiesta sulla disinformazione e i contenuti illeciti. Senza ulteriori step rigorosi e tempi certi, le multe rischiano di diventare solo un costo d’esercizio dell’attività economica per chi viola le regole.
L’Europa deve far rispettare le proprie leggi fino in fondo, senza spaventarsi di fronte alle reazioni, perché se noi ci arrendiamo tutto il mondo penserà che non c’è alcun modo far rispettare i diritti e la democrazia nello spazio digitale.”
Lo dichiara Brando Benifei, eurodeputato del Partito Democratico e membro della Commissione per il Mercato Interno.