“Mentre discutiamo in quest’aula, a Gaza si consuma un disastro umanitario che non è una fatalità, ma il frutto di scelte politiche criminali: bombardamenti, assedi, fame usata come arma di guerra. Questo Parlamento non può fingere che non esista un genocidio in corso, denunciato dalle Nazioni Unite, né ignorare la voce dei milioni di cittadine e cittadini europei scesi in piazza per chiedere pace e giustizia”.
Così l’europarlamentare Annalisa Corrado (PD/S&D) nel suo intervento oggi in plenaria a Strasburgo.
“Le responsabilità del governo israeliano – ha proseguito Corrado – non possono essere coperte da un silenzio complice. Siamo appesi a un filo sottile, con la discussione del piano di pace promosso dagli Stati Uniti: bene esplorare ogni spiraglio e utilizzare come Unione Europea tutti gli strumenti diplomatici in questo solco, ma non illudiamoci. La pace non si costruisce imponendo condizioni dall’alto, negando la voce e la dignità del popolo palestinese. Senza il riconoscimento della Palestina, senza un processo politico che ponga fine alle occupazioni illegali, ogni accordo resterà fragile e non si estirperanno le radici dell’odio”.
“Devono tacere le armi, deve cessare il massacro del popolo palestinese e gli ostaggi israeliani devono essere liberati subito. Nessuno creda che esista un altro modo accettabile di procedere. La distribuzione degli aiuti deve essere garantita da canali sicuri e istituzioni credibili, nel pieno rispetto del diritto internazionale: era questo, esattamente questo, l’obiettivo della Global Sumud Flotilla, fermata illegalmente in acque internazionali, con centinaia di civili europei deportati, maltrattati, torturati”.
Corrado ha concluso: “L’Europa deve smettere di oscillare tra ipocrisie e connivenze. Bisogna fermare il genocidio, sospendere gli accordi di associazione con Israele, liberare gli ostaggi e dare corpo alla prospettiva di due popoli e due Stati, in pace e in sicurezza. È l’unico modo per onorare davvero le oltre 65.000 vittime palestinesi e le vittime dei vili attacchi terroristici di Hamas, compiuti esattamente due anni fa”.