Brando Benifei
Brando Benifei
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L’accordo sui dazi non difende gli interessi europei

US President Donald Trump (R) shakes hands with European Commission President Ursula von der Leyen (L) following their meeting, in Turnberry south west Scotland on July 27, 2025, during the third day of his visit to the country, since his second tenure as President began. US President Donald Trump said on July 27, 2025 that he had reached a trade agreement with European Union chief Ursula von der Leyen. "We have reached a deal. It's a good deal for everybody," Trump told reporters after talks with von der Leyen at his golf resort in Turnberry, Scotland. The EU chief also hailed it as a "good deal". (Photo by Brendan SMIALOWSKI / AFP) (Photo by BRENDAN SMIALOWSKI/AFP via Getty Images)

Trump torna a minacciare l’Europa con nuove sanzioni perché non gradisce le nostre leggi. 

Nel suo discorso, la Presidente von der Leyen ha evitato il tema, ma noi non possiamo farci ricattare: nessun accordo commerciale può basarsi su coercizione e minacce. C’è chi, come il presidente del PPE Weber, sostiene che l’accordo vada appoggiato per “senso di responsabilità”. Io credo che la nostra responsabilità sia dire la verità: l’accordo, così com’è oggi, non difende abbastanza gli interessi degli europei e va cambiato.

La Commissione ha fatto un lavoro complesso, ma alcuni governi – incluso quello italiano – hanno da subito ceduto alle pressioni di Washington. È il momento di reagire. In Parlamento lavoreremo sul regolamento proposto dalla Commissione: vogliamo fissare una data di scadenza per poter rinegoziare le condizioni entro tempi certi, salvaguardare la nostra agricoltura e i vini europei, con esenzioni da negoziare subito e proteggere acciaio e alluminio dai dazi punitivi del 50%. Ritengo infatti che sia un grave errore aprire il nostro mercato all’acciaio americano finché non ci sarà una revisione dei dazi sull’acciaio europeo e la definizione di quote equilibrate. 

L’Europa deve aprire nuove rotte commerciali, rafforzare la propria economia e ricostruire un rapporto transatlantico più equilibrato. Il nostro impegno sarà costruttivo, ma fermo: difendere cittadini, lavoratori e imprese europee, per un commercio internazionale giusto e basato su regole. 

L’Europa deve restare ferma su questi valori, se vogliamo che il commercio serva gli interessi dei cittadini e dei consumatori, e non il contrario.

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