Da mesi in Italia e in UE si parla di “paesi sicuri” senza considerare il reale livello di tutela delle categorie vulnerabili. Ma oggi la Corte è stata chiara: uno Stato membro non può designare come sicuro un paese che non tuteli efficacemente e generalmente i diritti fondamentali di tutti i suoi cittadini, nessuno escluso.
Col nuovo Patto in vigore da giugno prossimo avremo regole diverse, è vero, ma la tutela dei diritti fondamentali dei singoli individui, a prescindere che vengano da un paese considerato sicuro, non potrà mai essere secondaria a nessun altro tipo di decisioni. Su questo vigileremo e lavoreremo affinché l’unione europea rimanga il faro dei diritti che deve essere, nonostante i leader politici oggi sembrano essersene dimenticati”
Lo dichiara Cecilia Strada, europarlamentare Pd