C’è in corso un chiaro l’intento di criminalizzare l’assistenza umanitaria e su questo punto come gruppo S&D non molleremo di un centimetro nei negoziati che porteranno ad adottare la posizione del Parlamento in vista del trilogo”. Lo scrive in una nota l’eurodeputata del Pd, Cecilia Strada che sta seguendo l’iter della proposta di direttiva sui migranti. “Smettiamola – aggiunge – con la persecuzione di chi agisce per fini umanitari e con la criminalizzazione dei migranti che sono le vittime di questo sistema”. Secondo Strada, sulla genesi del cosiddetto “Pacchetto Facilitazione” presentato a fine 2023, di cui questa direttiva fa parte, “è più che lecito dubitare del fatto che questa iniziativa legislativa non avesse alcun tipo di urgenza se non quella di assecondare i desiderata di questo o quel governo di turno”. “Basti considerare che non ve ne era traccia nel Programma di lavoro 2023, il documento con il quale la Commissione mette nero su bianco le iniziative che intende presentare per quell’anno. Inoltre era stata licenziata frettolosamente senza alcun impact assessment di accompagnamento, sebbene la Corte Ue abbia ribadito essere elemento imprescindibile quando in ballo ci sono i diritti fondamentali delle persone. Sul contenuto, poi, è da tempo che denunciamo come la cornice giuridica, in disallineamento col diritto internazionale, non si focalizzi sulle reti criminali transazionali, che veramente lucrano sul traffico di migranti, ma si accanisca piuttosto su qualsiasi persona che aiuti intenzionalmente un’altra ad entrare o transitare nel territorio di uno stato membro, a prescindere da ogni considerazione di tipo altruistico o umanitario e perfino in assenza di un indebito vantaggio economico, come in parte ribadito da una sentenza della Corte Ue settimana scorsa”.