“Pensavamo di aver raggiunto il limite, invece la vicenda dello spionaggio continua ad allargarsi. Ora scopriamo che tra le vittime non ci sono solo giornalisti e attivisti, ma anche un sacerdote. Don Mattia Ferrari, cappellano della Ong Mediterranea Saving Humans, è stato avvisato da Meta di essere stato obiettivo di un attacco di sorveglianza digitale. Sono entrati nel suo cellulare attraverso Facebook. È un fatto gravissimo che conferma la necessità di fare chiarezza su chi abbia condotto questa operazione e per quale scopo. Abbiamo il diritto di sapere da chi e perché sono stati illegalmente spiati.”
“La notifica ricevuta da don Mattia è simile a quella già inviata all’attivista Luca Casarini. Il cerchio si stringe attorno a chiunque si batta per i diritti umani, la libertà di stampa e la difesa dei più deboli. Il governo italiano continua a negare responsabilità, ma non chiarisce il punto centrale: chi sta conducendo questa sorveglianza illegale sul nostro territorio e con quali finalità?”
“Il rapporto ‘Adversarial Threat Report’ di Meta, pubblicato a febbraio 2024, è chiaro: ci sono aziende di Italia, Spagna ed Emirati Arabi Uniti che forniscono tecnologie di sorveglianza ai governi. Siamo di fronte a un mercato parallelo dello spionaggio che sfugge a qualsiasi controllo democratico, violando la privacy e i diritti fondamentali delle persone. È inaccettabile che tutto questo accada nell’Unione Europea.”
“Ora più che mai l’Europa deve intervenire. Chiediamo alla Commissione Europea di aprire un’indagine urgente per accertare la portata di questa violazione e identificare i responsabili. Abbiamo inoltre presentato una richiesta per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta al Parlamento Europeo, affinché venga fatta piena luce su questo scandalo, perché nello spionaggio illegale sono coinvolti ben 90 utenze telefoniche di 13 paesi europei. La libertà di stampa, il diritto alla privacy e la tutela dei cittadini non possono essere compromessi. Questo scandalo non può essere insabbiato: continueremo a pretendere risposte e giustizia”.
Lo dichiara Sandro Ruotolo, europarlamentare Pd.