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Tredici Paesi europei coinvolti nello scandalo trojan graphite. Subito una commissione d’inchiesta

“Noi firmatari di questa lettera siamo preoccupati per le ripercussioni sullo Stato di diritto nell’Unione europea alla luce dello scandalo del trojan Graphite”. Inizia così la lettera indirizzata alla Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola proposta da Sandro Ruotolo e i cui primi firmatari sono Nicola Zingaretti (PD), Pasquale Tridico (M5s), Benedetta Scuderi (Verdi), Domenico Lucano (Sinistra italiana).

“Siamo a conoscenza che sarebbero coinvolti tredici Paesi dell’Unione europea: Belgio, Grecia, Lettonia, Lituania, Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia. Noi pensiamo che questo scandalo riguardi l’Unione Europea perché in gioco c’è la violazione dei dati personali e la libertà di stampa – continua la lettera. In questa spystory ci sono alcune certezze e tanti interrogativi. La prima certezza è che la società israeliana ha venduto il trojan ai governi. Ne è stato fatto un uso improprio, un abuso? Perché e da chi sono stati illegalmente intercettati il direttore di un giornale e attivisti di una ONG impegnati nel Mar Mediterraneo a salvare migranti? Vogliamo sapere quante di queste intercettazioni sono state abusive e se risulta vera la notizia diffusa dai quotidiani Haaretz e The Guardian che il contratto di cessione sia stato interrotto con l’Italia per aver spiato giornalisti o attivisti”.

Alla luce di tutto questo nella lettera si chiude chiedendo “l’istituzione di una Commissione di inchiesta al Parlamento Europeo, ai sensi dell’articolo 215 del Regolamento di procedura, per indagare su possibili violazioni dell’art 4.3 (c) dell’EMFA e dei diritti che dovrebbero essere garantiti dal Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, dalla Carta dei Diritti Fondamentali, dalla Direttiva sulla Criminalità informatica (2013/40), dal Regolamento sulla protezione dei dati e dalla Direttiva e-Privacy”.

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