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Bilancio Ue, progressisti e governatori contro i tagli. Zingaretti: «Governo complice»

Un fronte comune di leader progressisti e presidenti di Regione per fermare i tagli al bilancio europeo e difendere la coesione e il ruolo dei territori. Al Parlamento europeo è stato presentato l’appello «Un’Europa dei territori, non un’Europa dei tagli»: «Non accetteremo un bilancio che taglia la coesione, indebolisce l’agricoltura e cancella il ruolo delle Regioni e delle città».

Il documento riunisce i capidelegazione del Pd e del M5s all’Europarlamento, Nicola Zingaretti e Pasquale Tridico, il presidente del gruppo del Partito socialista europeo al Comitato delle Regioni, Luca Menesini, e i sei governatori del campo progressista: Stefania Proietti per l’Umbria, Antonio Decaro per la Puglia, Alessandra Todde per la Sardegna, Michele de Pascale per l’Emilia-Romagna, Eugenio Giani per la Toscana e Roberto Fico per la Campania.
Nel mirino c’è il quadro finanziario pluriennale 2028-2034: i firmatari contestano la proposta della Commissione e, ancor più, l’ipotesi della presidenza irlandese del Consiglio Ue di un taglio di 141 miliardi, pari all’8% del futuro bilancio. La semplificazione, avvertono, non può diventare il pretesto per un’Unione più piccola, centralizzata e lontana dai cittadini.

Zingaretti attacca la contraddizione del governo italiano: «in pompa magna ha annunciato l’autonomia differenziata come grande svolta per la nostra Repubblica, qui a Bruxelles è complice dell’esclusione delle Regioni italiane come autorità di gestione dei fondi europei». E aggiunge: «Da una parte si dice più Regioni, dall’altra si nega alle Regioni la possibilità di decidere sulla programmazione europea».
Per il capodelegazione Pd, «oltre a un budget ridicolo che il governo italiano con la proposta del Consiglio vuole addirittura diminuire, siamo di fronte a un attentato a quella che è l’unità e la solidarietà dell’Italia e allo stesso tempo a un accentramento di funzione degli Stati rispetto alla programmazione europea». Un impianto «inaccettabile per la quantità delle risorse». «Cambierà tutto per colpa delle destre al governo e cambierà in peggio», denuncia, sottolineando quanto sia importante «unire chi nel Parlamento europeo sta conducendo una battaglia con i rappresentanti dei cittadini del nostro Paese, perché questa idea distruttiva del futuro non deve passare».

L’alternativa è un bilancio almeno all’altezza delle richieste del Parlamento europeo, con una politica di coesione autonoma, risorse stabili e protette e un Fondo sociale europeo che mantenga almeno il valore attuale, al netto dell’inflazione. Anche il fondo per la competitività deve rispettare l’equilibrio territoriale, evitando di aggravare i divari tra regioni.
L’appello chiede maggiori investimenti in alloggi accessibili, sanità, adattamento climatico e infanzia: almeno dieci miliardi per un programma EU4Health autonomo e venti miliardi per la Garanzia europea per l’infanzia. Per le calamità naturali propone una riserva di solidarietà di almeno quattro miliardi l’anno, aggiuntiva rispetto ai massimali di spesa, e risorse dedicate alla prevenzione, alla resilienza idrica e alla protezione civile.
A tutela dei territori, una clausola di sussidiarietà deve impedire ai piani nazionali di aggirare le competenze regionali garantite dalle Costituzioni. Almeno il 20% dei finanziamenti dovrebbe inoltre sostenere strategie integrate di sviluppo territoriale, con attenzione alle aree interne e meno accessibili.

MEP responsabili

Nicola Zingaretti

Capodelegazione italiana S&D

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