“In assenza di una resistenza alla globalizzazione di stampo solidaristico, si è affermato un antiglobalismo di destra, sovranista e in parte autoritario. Colpisce il sistema e i suoi interpreti: i partiti i sindacati le forze sociali e politiche delle democrazie occidentali. L’affermazione dell’ordine del più forte cosa sta producendo? guerre, scelte arbitrarie di alcune grandi potenze, violazione dei diritti. Sono i risultati di questo sistema dell’arbitrio, imposto dalle destre, che rendono più solo, fragile e insicuro il cittadino, non certo la sanità pubblica pagata con la fiscalità progressiva. È l’impennata dei costi dell’energia e dell’incertezza, nata da guerre e dazi, che ha svuotato le tasche degli italiani e offuscato una prospettiva di futuro, non certo i costi per un immigrato proveniente dalla Libia o dal Marocco”
Lo scrive Nicola Zingaretti su un articolo su Rinascita
“Dobbiamo agire – prosegue Zingaretti- e proporre in alternativa. Tocca a noi, per questo, riprendere l’inziativa. Dobbiamo avere coraggio di riproporre un progetto collettivo alternativo, per cambiare davvero la vita delle persone attorno ai valori costituzionali. Perché ciò che è a rischio è la democrazia. È il modello di sviluppo che non si è innovato, è avviato a un declino produttivo ormai strutturale, non redistribuisce in maniera adeguata la ricchezza e distrugge il pianeta.
È la stessa umanità che si trova a un bivio. È prevalso un modello distruttivo del pianeta e della dignità umana. Qui c’è una missione possibile per la sinistra: riprendere in mano l’Europa e i suoi destini come grande progetto di trasformazione del mondo. Con il digitale si sono affermati poteri che volano e agiscono sopra gli Stati e hanno come obiettivo il profitto possibile, anche a costo di affermare nuove forme di dominio e dipendenza. Occorre pensare a un nuovo domani. Indicare una prospettiva possibile, un altro orizzonte da costruire insieme. Aprire un cantiere per un’Europa nuova, federale , che torni a essere il modello democratico del nuovo secolo. Per questo sarà importante avviare un confronto collettivo, l’Italia da noi attende questo” conclude