“Oggi in Italia il settore” degli elettrodomestici “occupa circa 13.000 addetti, la metà rispetto all’inizio degli anni Duemila. Per affrontare la crisi è necessario intervenire sul prezzo dell’energia: strutturalmente, insistendo su rinnovabili e abbandono della dipendenza dal gas, ed emergenzialmente, attraverso strumenti come il tetto al prezzo del gas e l’utilizzo di risorse provenienti dalla tassazione straordinaria degli extra-profitti delle compagnie energetiche, per calmierare le bollette aziendali”. Così in una nota la delegazione del Pd all’Eurocamera, commentando l’annuncio di 1700 esuberi da parte di Electrolux.
“Le cause della crisi sono la debolezza della domanda e gli elevati costi di produzione. Il mercato europeo degli elettrodomestici è passato da 90 milioni di pezzi nel 2020 a 83 milioni nel 2025 e la produzione italiana è scesa da 30 milioni di pezzi nel 2010 a meno di 10 milioni oggi”, sottolineano gli esponenti dem. “Le risorse derivanti dal mercato Ets devono essere utilizzate a sostegno delle aziende e non disperse nella fiscalità generale, mentre a livello Ue servono strumenti contro il dumping.
Si sta lavorando alacremente, in particolare con il lavoro sul Cbam, perché la salvaguardia introdotta per l’acciaio venga estesa ai semilavorati e ai prodotti ad alto contenuto di acciaio”, conclude la delegazione del Pd, evidenziando che “Il principio della ‘preferenza europea’, previsto dall’Industrial Accelerator Act per alcuni prodotti di base e per la filiera cleantech, deve essere applicato anche ai settori strategici della manifattura, compresi gli elettrodomestici”.
