Matteo Ricci
Matteo Ricci
Diritti
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Aerei e diritti dei passeggeri: i risultati ottenuti con il nuovo accordo tra Parlamento europeo e Consiglio

È costato mesi di lavoro e qualche compromesso ma alla fine l’accordo raggiunto questa settimana tra Parlamento europeo e Consiglio sulla revisione dei diritti dei passeggeri aerei migliora concretamente la vita delle persone e mostra il volto dell’Europa migliore. La nuova legislazione rafforza le tutele per milioni di cittadini europei e mette finalmente al centro chi viaggia, non gli interessi delle grandi compagnie. Per oltre vent’anni le regole europee sui diritti dei passeggeri sono rimaste sostanzialmente invariate, mentre il trasporto aereo cambiava profondamente. Oggi abbiamo ottenuto un aggiornamento importante che rende le norme più chiare, più efficaci e più vicine alle esigenze reali delle persone.

Il risultato più significativo è aver difeso il diritto al risarcimento in caso di ritardi prolungati. C’era chi voleva innalzare le soglie e ridurre gli indennizzi. Non è accaduto. Restano confermati i rimborsi da 250 a 600 euro a partire da tre ore di ritardo, una conquista che tutela concretamente milioni di viaggiatori europei.vAbbiamo inoltre limitato la possibilità per le compagnie aeree di nascondersi dietro generiche “circostanze eccezionali” per evitare di pagare quanto dovuto. Le regole saranno più trasparenti e i casi in cui un rimborso può essere negato saranno meglio definiti. Allo stesso tempo, le compagnie saranno obbligate a informare tempestivamente i passeggeri sulle modalità per richiedere risarcimenti e rimborsi, superando una delle maggiori difficoltà che oggi incontrano i consumatori.

Particolarmente importante è il rafforzamento delle tutele per le famiglie e per le persone con disabilità. Nessun genitore dovrà più pagare un supplemento per sedersi accanto al proprio figlio. Lo stesso principio varrà per accompagnatori e persone con mobilità ridotta. Inoltre, chi perderà un volo a causa di una mancata assistenza aeroportuale avrà finalmente diritto a specifiche forme di compensazione.vL’accordo introduce anche nuove misure di buon senso che i cittadini chiedevano da tempo. Sarà possibile correggere gratuitamente piccoli errori nei biglietti, non si potranno più applicare penalizzazioni a chi non utilizza il volo di andata ma intende usufruire di quello di ritorno e nessuno sarà obbligato a utilizzare applicazioni o strumenti digitali per ottenere una carta d’imbarco. Un principio semplice ma fondamentale: l’innovazione deve semplificare la vita delle persone, non creare nuove discriminazioni.

Insieme ai colleghi del Gruppo dei Socialisti e Democratici abbiamo insistito per ottenere di più, ad esempio sulle compensazioni automatiche ai passeggeri, ma abbiamo dovuto confrontarci con la volontà dei Governi che nel Consiglio hanno cercato di arretrare anche sui diritti attuali. Il risultato è comunque un grande passo avanti. Come ho sostenuto anche nelle scorse settimane parlando del futuro della mobilità europea, la vera sfida è costruire un sistema di trasporti che metta al centro i diritti dei cittadini. Che si tratti di treni o di aerei, l’obiettivo deve essere lo stesso: garantire viaggi più semplici, più sicuri e più trasparenti.
L’Europa sarà più forte se saprà essere più vicina alle persone nella loro vita quotidiana. Difendere i diritti dei passeggeri significa proprio questo: trasformare l’integrazione europea in risultati concreti, visibili e tangibili. È la dimostrazione che un’Europa più giusta non è uno slogan, ma una scelta politica che produce benefici reali per tutti.