Nella plenaria di gennaio del Parlamento europeo a Strasburgo abbiamo compiuto un passo decisivo per rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione in un settore cruciale come quello dei medicinali. Con l’adozione della posizione del Parlamento sull’atto sui medicinali critici, con 503 voti favorevoli, 57 contrari e 108 astensioni, l’Europa manda un messaggio chiaro: la salute dei cittadini viene prima delle logiche di profitto e delle dipendenze esterne.
Durante il negoziato abbiamo voluto rimettere al centro i pazienti e i professionisti della sanità, ottenendo che fossero pienamente coinvolti nel processo di analisi e individuazione delle potenziali carenze. Una scelta tutt’altro che scontata, soprattutto di fronte alle pressioni di alcune forze politiche che avrebbero preferito un approccio più indulgente verso gli interessi industriali, anche a scapito della sicurezza dell’approvvigionamento.
Abbiamo mantenuto un focus rigoroso sulle reali vulnerabilità delle nostre catene di produzione, introducendo meccanismi di controllo e previsione delle carenze che attribuiscono responsabilità chiare a tutti gli attori coinvolti. Anticipare le crisi è l’unico modo per evitare che si ripetano le gravi carenze di farmaci che abbiamo conosciuto negli ultimi anni.
Ci siamo battuti con successo per vincolare l’utilizzo dei fondi pubblici europei a progetti che siano davvero di interesse comune. Soldi europei devono essere spesi in Europa, per rafforzare la capacità manifatturiera interna e garantire ai pazienti europei un accesso sicuro e continuativo ai medicinali essenziali. Per questo abbiamo rafforzato il principio del “Compra europeo”, affinché gli appalti pubblici sostengano fornitori affidabili e una produzione localizzata nell’Unione.
Il Parlamento ha inoltre chiesto maggiore coordinamento sulle scorte nazionali, fino alla possibilità, come ultima risorsa, di una redistribuzione dei medicinali tra Stati membri in caso di emergenze. È una scelta di solidarietà europea, ma anche di buon senso.
Con questa normativa costruiamo strumenti concreti per rendere l’Europa più resiliente, più giusta e più capace di proteggere la salute dei suoi cittadini. È questa l’autonomia strategica che vogliamo: cooperativa, responsabile e al servizio delle persone
